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Libero

Il Sommelier … Note di vino … Preparando la sacca per dieci giorni in barca fra la Costiera e le Eolie, penso bene di cercare qualche “cd” che faccia da colonna sonora al contrappunto del mare e del vento. Ma sia anche non sciocca e al tempo stesso gaia. Ecco: una raccolta di Jovanotti: Lorenzo 1990-1995. Saranno 10 anni che non lo ascolto, ma ricordo a memoria le parole di ragazzo fortunato, gente della notte, serenata rap. Prendo in mano il libretto, fitto di parole che narrano le esperienze di monsieur Cherubini di quel periodo. Mi colpisce la sua ammissione che gli odori per lui sono una fissazione, legati a ricordi di viaggi, atmosfere e che sono l’unica cosa che non puoi fotografare. Proust l’ha detto meglio, ma insomma: accontentiamoci. Jovanotti sostiene di riconoscere l’odore dei dischi, chissà se è in grado di scegliere fra uno degli UB40 e James Brown! Però, mi dico, anch’io lavoro col naso. E sento di amare il mio mestiere di sommelier! Di fronte a Positano apro un Pinot Grigio, vino che dagli anni ’60 conquista mercati e palati, creando mode, risalendo chine, ma mai sparendo. Dal bicchiere si sprigionano note raffinate: pesca bianca, magnolia, scorza d’arancia, menta e vena minerale, chiudo per un secondo gli occhi. È proprio vero Jova le mie foto più belle sono piene di odori. E no che non m’annoio!

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