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Libero

Grapperie aperte ... per una domenica Quaranta distillerie ospitano gli appassionati per degustazioni e tanti dolci abbinamenti ... Mi viene da principiare con il mio amato Dante: intender non lo può chi no lo pruvoa. Che cosa? Ma il fascino alchemico della distilleria, quel rito dell’acqua ardente che è una specie di sabba tra tecnica modernissima e rovelli filosofici di cui resta una pietra miliare il trattato del medico ferrarese Michele Savonarola nonno di frà Girolamo. Sta lì la vera essenza della grappa, per troppo tempo confinata a cordiale dei poveri. In realtà è un prodotto di raffinatissima elaborazione culturale come tutti quelli che nascono dalla distillazione. Quasi un tentativo di penetrare e dunque di assaporare lo spirito universale. Nel mio vissuto la grappa è come la gazzosa purpurea inventata da Jostein Gaarder ne “L’enigma del solitario” per trasfigurare il mondo e penetrare negli esaltanti meandri della filosofia. Sono questi i giorni in cui si comincia la “campagna” di distillazione: arrivano le vinacce appena svinate e ancora cariche d’umore finiscono o negli alambicchi Charantais (distillazione discontinua) o nelle colonne Barbet dove gorgogliano i vapori d’alcol. L’Elisir (parola araba) di lunga vigna, se non proprio di lunga vita. La grappa finalmente ha visto riconosciuto il suo vero valore. E’ il distillato identitario italiano e non è una caso che tutte le nazioni del mondo abbiano il loro distillato. Per degustarla al meglio e per conoscerne i segreti c’è oggi una buona occasione: Grapperie Aperte (programma, indirizzi e info suwww.grapperieaperte.it ). L’ha inventata l’Istituto Italiano della Grappa e significa che domani, due ottobre, da mane a sera in sette regioni una quarantina di distillerie aprono le porte ai visitatori per illustrare i segreti di lavorazione, per far assaporare le diverse grappe (dalle monovitigno a quelle massali, da quelle invecchiate a quelle aromatizzate) in abbinamento al cioccolato (ma se volete anche ai sigari) e ala pasticceria prodotta da maitres chocolatier al momento. E davvero bisognerebbe percorre l’Italia dalla Valle d’Aosta alla Sicilia per apprezzare le differenze sensoriali della grappa che è sempre più esportata (circa il 20% della produzione che è pari 11 milioni di litri) e sempre più degustata anche dalle signore e da un pubblico di veri cultori della materia spirituale. A conferma che finalmente questo elisir ha conquistato il giusto posto in società.

Rossi d’Angera Altana del Borgo La più esclusiva grappa d’Italia. Prodotta da una distilleria che ha un secolo e mezzo di storia, da vinacce moscato invecchia da dieci a oltre venti anni. Gradazione di 42 gradi è morbidissima, con sentori esotici e finezza. Tutta la produzione Rossi d’Angeraha questa cifra d’eleganza. Come del resto la bottiglia (€ 200)

Dist. Barile “Stravecchia” Luigi Barile è una sorta di guru della distillazione. Nel suo antro alchemico di Silvano d’Orba tra le colline alessandrine distilla le migliori vinacce di Langa e del Monferrato. La sua monovitigno di nebbiolo è una grappa fresca e decisa, ma il top è la “Stravecchia” che Luigi coccola nelle barriques per oltre 15 anni (€ 60)

Bertagnolli Koralis Grapperia che è l’emblema dell’alta arte distiallatoria trentina. I Bertagnolli lavorano tra gli alambicchi da quattro generazioni con un crescendo di qualità impressionante e preziosa continuità di tradizione. La Koralis è una plurivitigno invecchiata due anni. Morbida, di bouquet deciso di frutta tropicale e secca (€ 18,50)

Castagner Torba Rossa Roberto Castagner da una vita si spende per dare alla grappa il suo giusto valore. La sua distilleria a Visnà di Razzola nel trevigiano (ecco la tradizione veneta) è tra quelle aperte domani. Per degustare ad esempio la Torba Rossa grappa da Cabernet e Merlot invecchiata un anno in barrique e leggermente affumicata. Unica (€ 22).


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