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Allegrini 2018

Libero

La cucina come stile di vita I grandi cuochi ambasciatori del vino italiano ... Dalla tivù alle università del gusto: gli chef e i loro riti sono un potente strumento di marketing … Imparare a cucinare italiano? Non c’è che l’imbarazzo della scelta: dai corsi ad hoc che in cantine come la siciliana Tasca d’Almerita o le toscane Fattoria del Colle di Trequanda, Badia a Coltibuono e Castel Monastero nel Chianti Classico sono una vera “istituzione” (Argiolas in Sardegna ha appena inaugurato uno spazio per farlo), passando per gli eventi che sempre di più diventano occasione per organizzare show cooking, lezioni e laboratori del gusto, fino al boom dei cuochi in Tv che spopolano anche in prima serata, in Italia, ormai, si “spadella” praticamente ovunque. Ma sono sempre di più anche le cantine che inviano i loro chef ad insegnare a cucinare italiano nel mondo - come la storica Marchesi de’ Frescobaldi, mentre la griffe dell’Amarone Allegrini ha un team di chef che accompagna i suoi vini ovunque - formando sul posto nuovi professionisti e conferendo alla nostra cucina il giusto ruolo che le spetta: quello di migliore “ambasciatrice” dei nostri vini. Intanto, i riflettori internazionali sono puntati sulle case history italiane, come i “Cooking Class con Salvatore Denaro”, una delle 100 cose da provare per “Saveur”, celebre rivista americana per gourmet, alla cantina umbra Caprai, che, in materia, è una vera innovatrice, se si pensa al suo “motorhome”: ristorante mobile su 4 ruote che va in giro per l’Italia a insegnare la cultura del cibo e del vino, e una tendenza alla base anche del “motorhome” del gruppo Meregalli che distribuisce vini in Italia, e di “Arca”, la cucina mobile di Inoxpiù, che produce cucine elettriche a risparmio energetico. C’è poi il caso del Centro di Ricerca e Formazione Saps di Pentole Agnelli a Bergamo, scelto dalla nazionale italiana cuochi per selezionare nuovi cuochi per il suo team: un evento, cioè, che diventa azione di marketing a 360 gradi. In Italia hanno sede anche due importanti centri di ricerca e formazione: Alma, la Scuola internazionale di cucina italiana di Gualtiero Marchesi alla Reggia di Colorno, e l’Università degli studi di Scienze Gastronomiche di Slow Food a Pollenzo. E se i corsi di cucina veloce in volumi di riviste come La cucina italiana o A tavola, e dei quotidiani nazionali, non conoscono crisi, i gruppi editoriali di settore utilizzano tutti i canali a disposizione per “spadellare” su carta, Tv e web (a proposito, che dire dei blog, dove tutti impartiscono lezioni?). E mentre anche la grande distribuzione non resta a guardare, come la catena “Iper, La grande i” con i corsi di cucina “Quaderni e Fornelli” a Milano, l’ultima tendenza si chiama “cook sharing”, ristorante condiviso dove a cucinare sono i clienti, per se stessi e per i propri amici. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

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