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Libero

Gli italiani chiedono al vino di essere semplice e seduttivo ... Le ricerche di mercato scoprono nuove tendenze e antiche passioni ... Giovane, “multitasting”, in cerca di rapporti “one-to-one”, più fedele al punto vendita che alla marca, sempre connesso al web, e, soprattutto, sempre più orientato sulla qualità: da Vinitaly ecco l’identikit del moderno wine lover, al cui profilo sociale, economico e culturale la rassegna di riferimento del settore ha dedicato molto spazio, per suggerire al mondo del vino le prossime mosse, da giocarsi soprattutto in casa, dove i consumi di vino pro capite toccano ormai il minimo storico (37,9 litri a testa). Ma il consumatore di oggi non è uno, sono molti: per la sociologa Marilena Colussi, accanto ai “bevitori tradizionali” che prediligono sempre le stesse tipologie, ci sono gli “outdoor”, i “nuovi arrivati” che amano berlo in locali di tendenza e per convivialità, ma anche gli “enogastronomi” che lo legano alla tavola, e gli “intenditori emergenti” interessati al vino come prodotto culturale di cui vogliono sapere tutto. E se molti sono anche i canali di acquisto, secondo una ricerca Symphony-Iri Group e Vinitaly, il 62,9% degli italiani privilegia il supermercato (dove si vende più del 60% del nettare di Bacco), per convenienza, ma anche per il vasto assortimento di vino di qualità, il 25% il produttore o la cantina, il 7,3% l’enoteca, il 5,1% altri format (negozi, grossisti, vendita a domicilio, web, agriturismo). La novità? La parola fine al rapporto qualità prezzo anche in gdo: si privilegia l’uno o l’altro, e ad influenzare la scelta di un vino è prima di tutto il suo uso (da tavola quotidiano, da regalare, per gli ospiti a cena). Tutti però, stando alla ricerca “Atteggiamenti e comportamenti del consumatore del vino e nel rapporto con la Gdo” di Marilena Colussi e Cra-Consiglio Ricerca e sperimentazione in Agricoltura per Veronafiere, alla gdo chiedono uno scaffale più semplice da leggere: diviso per tipologia (bianco, rosso), Regione, fasce di prezzo, vitigno e, perché no, con consigli per l’abbinamento gastronomico, dove trovare un classico Brunello di Montalcino ma anche un nuovo rosato pugliese. E se da un lato, secondo i trend registrati da Winenews, sono gli stessi produttori a far uscire i vini dalla cantina per andare incontro ad appassionati sempre più multitasting - affascinati dalle degustazioni in luoghi insoliti come musei o sui treni - dall’altro i wine lover vanno in azienda per fare shopping, con la vendita diretta sempre più amata, per conoscere da vicino gli artefici dei propri vini preferiti, ma anche per il rapporto fondato sulla fiducia e sulla convivialità (nel 2011, 7 italiani su 10 hanno acquistato almeno una volta vino in cantina, spendendo, secondo Coldiretti, 1,2 miliardi di euro). Un fattore, dunque, come emerso nel convegno “Mercato del vino: come affrontare la discontinuità” della rivista L’Informatore Agrario, accomuna i wine lover di oggi: la ricerca di un rapporto sempre più stretto con il mondo del vino, che si traduce in consumatori più fedeli al punto vendita che alla marca, e una comunicazione one-to one che conta sempre di più, grazie ai social network, per le cantine, alla conquista di cuore e portafoglio degli appassionati. Una cosa è certa: l’arma segreta per risollevare i consumi sono, prima di tutto, i giovani, se è vero che, per una ricerca Vinitaly-Unicab, gli under 35 sono pronti a tornare al consumo di vino, a patto però che sia di minore gradazione, eco-sostenibile e capace di accompagnare una gastronomia semplificata. E che mantenga sempre quella caratteristica che lo rende unico: emozionare.

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