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E il nettare di Bacco italiano ha convinto perfino l’Oriente ... Se è vero che Vinitaly ha sancito una volta di più la vocazione internazionale della più importante kermesse del vino italiano, con una particolare attenzione ai nuovi mercati, Asia in primis - con l’accordo tra Veronafiere e l’Hong Kong Trade Development Council, che organizza l’International Wine & Spirits Fair, evento top nel continente asiatico di cui Vinitaly diventa partner ufficiale permanente, e per una piattaforma di costante accompagnamento delle cantine italiane sui mercati asiatici - è vero anche che tra i mercati mondiali per l’Italia gli Usa sono il top. A dirlo i numeri: +13% in quantità sul 2010 (2,5 milioni di ettolitri) e un +16% in valore (1,25 miliardi di dollari). Mercato approfondito proprio a Verona, con alcuni protagonisti - da David Francke (Folio Fine Wine) a Giuseppe Lo Cascio (Wine Bow), da Rodolphe Boulanger (lot18.com) a Lars Leicht (Banfi Usa), da Sergio Esposito (Italian Wine Merchants) ad Alison Napjus (Wine Spectator) - per i quali il vino tricolore gode di ottima salute, ed è quello a possedere il potenziale maggiore, dalle sue bottiglie più prestigiose, con Amarone e Brunello in testa, ai vini autoctoni e a quelli più stimolanti per storia o per prezzo, piu che quelli da “90 punti”. Lo ha detto proprio Alison Napjus della famosa rivista americana Wine Spectator: “Più che sui punteggi, il consumatore sembra orientato all’equilibrio fra prezzo e qualità, ma le cose stanno mutando anche dal punto di vista del gusto. Il palato sta diventando più sofisticato, e la costruzione di un vino sul cosiddetto gusto americano può ancora avere successo a breve, ma è molto più importante per un produttore imbottigliare le cose migliori ottenute in azienda”. E sui mercati, e in particolare in quello Usa, potrebbe presto arrivare Opera Wine, format che, a Verona, con la prima degustazione in Italia di Wine Spectator, la rivista cult Usa (3 milioni di abbonati nel mondo), con Veronafiere e i 100 migliori produttori italiani, anteprima d’eccezione di Vinitaly, ha debuttato con successo - testimoniato da quotidiani importanti come New York Times e “International Herald Tribune” - e che, a partire dalla volontà dei due partner di continuare insieme questo percorso, potrebbero diventare una formula per accompagnare l’Italia del vino in giro per il mondo. E poi c’è l’Asia, dove invece, secondo Thierry Desseauve, uno dei più esperti conoscitori del vino mondiale, Italia e Francia, da sempre rivali, di questi tempi, potrebbero allearsi per affrontare insieme la grande sfida dei mercati orientali.

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