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Libero

Il vino è opera d’arte. Quando le vigne diventano musei ... Il “segreto del successo” di un vino? Sono anche le gambe e le braccia, le teste ed i cuori di coloro che ogni giorno, passo dopo passo, con il loro lavoro e la loro passione, ne sono gli artefici, in vigna ed in cantina, ma anche nel viaggio che un’etichetta compie prima di arrivare su una tavola. A svelare quello che c’è dietro alla produzione di un grande vino, è Planeta, con “Viaggio in Sicilia”, un originale progetto per l’Arte e il Territorio, all’edizione n. 5, ideato dalla famosa cantina siciliana, con una mostra a Casa Planeta a Menfi (fino al 5 ottobre; www.planeta.it) e un volume, che raccolgono il reportage fotografico e le opere ispirate alla vendemmia, realizzate da un gruppo di artisti protagonisti di un Grand Tour attraverso le tenute della griffe, da Menfi a Sambuca, da Vittoria a Noto, dall’Etna a Milazzo. Scatti, disegni, dipinti e sculture, firmate da Gianni Mania e dagli artisti del Gruppo di Scicli (Sonia Alvarez, Carmelo Candiano, Salvatore Paolino e Franco Polizzi), che ritraggono uno dei momenti di massimo fermento del mondo del vino, documentati in un volume, con testi di Armando Massarenti e Diego Planeta. Presentati ad “Inycon”, la kermesse di incontri, degustazioni e spettacoli all’insegna del vino di qualità promossa dal Comune di Menfi in collaborazione con Cantine Settesoli, che fino al 24 giugno è di scena a Menfi (www.inyconmenfi.it), non sono l’uni co modo con cui Planeta ha deciso di “mettersi a nudo”: c’è anche “iPlaneta”, un nuovo progetto editoriale che in un fotocatalogo, attraverso gli scatti di Gianni Mania e le parole di Oscar Giannino, racconta, in un’analisi sociale ed antropologica, i volti di coloro che, con il loro lavoro, sono gli artefici dei vini della cantina. “iPlaneta” sono infatti gli oltre 90 collaboratori di Planeta ritratti in un momento di pausa: una sequenza di immagini che, come, scrive Oscar Giannino, “... sono le gambe e le braccia, le teste e i cuori senza i quali l’eccellenza di Planeta, dei suoi prodotti e delle sue strategie compresa la promozione e produzione culturale, semplicemente non avrebbe potuto avere la forza di affermarsi. Sono una firma biologica invece che scritta, un atto di co-intestazione orgogliosa di una storia di Sicilia già vendicata dei suoi torti e fallimenti e sofferenze passate, attraverso il successo non promesso domani ma già realizzato insieme, ieri e oggi...”. Ma “iPlaneta” è anche mostra che sarà aperta da luglio ad ottobre alla Cantina Ulmo a Sambuca di Sicilia. Scegliere di raccontarsi e farlo attraverso la creatività degli artisti: è con progetti come questo che il mondo del vino oggi veste i panni di un moderno “mecenate”, tra cantine che diventano musei, etichette trasformate in tele da dipingere e artisti-vignerons. Uno su tutti, Sandro Chia, tra i principali esponenti della Transavanguardia, che produce Brunello di Montalcino, nella sua cantina Castello del Romitorio, dove il vino e l’arte si incontrano in un’ambientazione unica fatta di sculture monumentali che si ergono al fianco di botti e barrique. Ma anche nelle etichette d’autore firmate da Chia per i suoi vini. Come quelle che la Fattoria Nittardi, dal 1981, affida, per i suoi Chianti Classico, a grandi artisti internazionali, come Yoko Ono, Corneille, Emilio Tadini, Arroyo, Mimmo Paladino, Günter Grass e Pierre Alechinsky. Una ormai storica “galleria”, con opere di Braque, Dalì, Mirò, Chagall, Picasso ed Andy Warhol, è quella di Château Mouton Rothschild, la cui prima etichetta d’autore risale al lontano 1924. Una creatività illimitata che si ritrova anche nel ”Vino nella Pace”, prodotto da oltre 20 anni dalla Cantina Produttori Cormòns dai vitigni di ogni continente della “Vigna del Mondo”, e nelle sue etichette realizzate, per citarne solo alcuni, da Enrico Baj, Fiume, Manzù, Dario Fo e Arnaldo Pomodoro. Il grande scultore la cui prima opera architettonica è proprio una cantina, il “Carapace” della famiglia Lunelli (Ferrari) a Montefalco, che si aggiunge alle cantine d’autore firmate Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Mario Botta, Frank Gehry e Jean Nouvel. E se le opere di grandi artisti contemporanei (da Michelangelo Pistoletto ad Anish Kapoor e Louise Bourgeois) arricchiscono continuamente il vero e proprio museo a cielo aperto del Castello di Ama nel Chianti Classico, con “Ornellaia Vendemmia d’Artista”, dal 2009, attraverso il ricavato delle bottiglie firmate da grandi artisti internazionali, la Tenuta dell’Ornellaia è riuscita a destinare 800.000 al restauro del patrimonio artistico internazionale, recuperando la tradizione rinascimentale del mecenatismo culturale.

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