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Libero

A Londra 11 vini da nazionale. L’Italia è già medaglia d’oro ... A Casa Italia le migliori cantine. Il Brunello di Montalcino è il portabandiera … Simboli dell’Italia che piace, i campioni dello sport e della tavola made in Italy da tempo ormai gareggiano in doppio nei grandi eventi internazionali: come alle Olimpiadi di Londra, dove ad accompagnare gli azzurri, c’è anche la squadra del wine & food tricolore. Ma la vera sorpresa per i gourmet è fuori dai Giochi: nella capitale inglese la ristorazione italiana trova alcune delle sue migliori espressioni, e, sfatando il tabù “che fuori dall’Italia si mangia male italiano”, Londra è ormai uno dei templi mondiali del cibo italiano. Pertanto tempo, pensare di mangiar bene italiano uscendo dall’Italia era praticamente impossibile: oggi non è più così, perché ottimi esempi di ristorazione italiana si trovano tranquillamente oltreconfine, segno dei tempi, forse, e di una società sempre più globale e in movimento. In cui le grandi potenzialità del wine & food tricolore e il know how degli chef italiani o d’ispirazione italiana, non possono che emergere. E Londra in questo è davvero una case history, riuscita a bruciare le tappe gastronomiche, con quella capacità che le è propria di apprendere nuove culture: investendo in qualità e scrollandosi di dosso, con la “benedizione”della critica anglosassone, quel “pasta & pizza” così démodé, chef venuti dall’Italia o dalle origini italiane hanno ridato alla cucina italiana il ruolo di ambasciatrice del made in Italy, accanto ai vini (Antinori, Argiolas, Gaja, Banfi e Frescobaldi sono le griffe più presenti nelle carte dei vini degli indirizzi per buongustai, come appurato di recente in un nostro tour londinese). Qualche esempio? Puntano sull’Italia Daniel Boulud e Heston Blumenthal, pluristellati chef del lussuoso “Mandarin Oriental”, ma anche l’Hotel Corinthia a Trafalgar Square con la cucina di mare di Massimo Riccioli, ed Heinz Beck che all’“Apsleys”del Lanesborough, hotel di sole suite ad Hyde Park Corner, sta replicando il successo romano(con Heros De Agostinis, suo allievo, ai fornelli), tra i sette locali di cucina italiana stellati Michelin, accanto alla “Locanda Locatelli” di Giorgio Locatelli, icona della cucina italiana di qualità, al “RiverCafé” ed al “Murano” di AngelaHarnett a Mayfair. Ma c’è Italia ad ogni angolo. Da “Franco Manca” a Brixton, il patron Giuseppe Mascoli incanta con le sue pizze, e se a Milano “Princi” è conosciuto come panetteria, a Soho come brasserie, vincitori dell’oscar “best new cheap eats”. E se i vini Frescobaldi hanno il loro angolo da Harrods, le “roi” della cucina francese AlainDucasse ha come pasticciere al “Dorchester” il napoletano Angelo Ercolano, già dalla famiglia Iaccarino sulla penisola sorrentina, mentre il vino dal giapponese “Roka”è di competenza di Matteo Duri. E poi si va da “Polpo”, in stile bacaro veneziano, al “Bocca di lupo” dove si mangia il cappon magro, mentre il “Latium”di Maurizio Morelli è l’eccellenza della pasta, e al bellunese “Dolada”, a Mayfair, Riccardo De Prà punta sui prodotti bio garantiti Slow Food. Che, a sorpresa, si trovano anche al Borough Market, il mercato “rionale” più famoso di Londra. Un’Italia che, anche alle Olimpiadi, si presenta in grande spolvero. Con il Brunello di Montalcino a “5 cerchi” della Castello Banfi che rappresenta l’Italia tra i vini “olimpici” ufficiali selezionati dal wine merchant Uk “Bibendum”, con le etichette selezionate da Enoteca Italiana, dal Soave ai vini delle Città del Vino, e con la “Nazionale dei grandi vini italiani” (di “11” produttori: Farnese, Feudi di San Gregorio, Gruppo Cevico, AnticaCasa Vinicola Scarpa, Colle Manora, Feudi di San Marzano, Argiolas, Barbanera, Azienda Agricola La Corsa, Cavit, Carpenè Malvolti) del “mister-critico” Luca Maroni, protagonisti a Casa Italia - dove c’è anche una bionda ufficiale, la Birra di Parma “Oro” e “Bronzo” firmata Cantine Ceci e Birrificio del Borgo - con i prodotti Dop e Igp e una squadra di chef stellati come Massimo Bottura, Massimo Spigaroli e Pier Luigi di Diego. E se con il Trentodoc Ferrari si festeggiano le medaglie italiane negli studi di Sky Italia, e russe a Casa Russia, a Casa Nike, che come “commensali” vanta più del 70% degli atleti sponsorizzati, c’è lo chef Nicola Batavia con i suoi menu piemontesi, annaffiati, ovviamente, di Barolo e Barbaresco.

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