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VINO E TERRITORI

L’Igt Toscana vale il 27% del vino della Regione (e 500 milioni di euro alla produzione)

I dati del Consorzio Vini Toscana, che ha confermato alla presidenza Cesare Cecchi. Il cui obiettivo è mettere ordine intorno ad un top brand del vino
CESARE CECCHI, CONSORZIO VINO TOSCANA, IGT TOSCANA, vino, Italia
Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vini Toscana

Porta con sé il nome della Toscana, Regione italiana tra le più famose nel mondo, per il vino e non solo, e sotto il suo grande cappello riunisce vini di altissimo lignaggio, produzioni più “pop”, ed è spesso uno strumento di sperimentazione enologica in territori in cui spesso, Doc e Docg, sono improntate al monovitigno. È il ritratto, di sintesi, dell’Igt Toscana, indicazione geografica che rappresenta il 27% della produzione regionale, rivendicata da 1.400 produttori imbottigliatori che ogni anno danno corpo a 90 milioni di bottiglie che nascono da 12.500 ettari, per un valore alla produzione stimato intorno ai 500 milioni di euro. Una tipologia che finisce per il 31% sul mercato italiano e per il 69% all’export (cresciuto del 126% negli ultimi 10 anni), con il 33% delle bottiglie esportate che va in Usa ed il 46% in Europa. Dati del Consorzio Vino Toscana, che riunisce oltre 130 delle più importanti cantine del “Granducato”, che ha riconfermato alla presidenza Cesare Cecchi (ai vertici anche della storica cantina Cecchi), eletto dal cda composto da Lamberto Frescobaldi (presidente Frescobaldi) e Rosanna Matteoli (vicepresidente Cantina Cooperativa Montalbano Vino e Olio), vicepresidenti, Davide Ancillotti (presidente Cantina Cooperativa ViViTo e Le Chiantigiane), Renzo Cotarella (ad Antinori), Mario Piccini (presidente Tenute Piccini), Davide Profeti (dg San Felice), Sandro Sartor (ad Ruffino), Donata Vieri (direttore Cantina Cooperativa I Vini di Maremma), Enrico Viglierchio (dg Banfi) e Alessandro Zanette (direttore Melini - Gruppo Italiano Vini), il cui obiettivo a breve termine è raggiungere il riconoscimento da parte del Ministero e avere così piena operatività ed essere in grado di dare al vino Toscana Igt la governance di cui ha bisogno per la sua tutela e la sua valorizzazione.
“È noto come il nome Toscana - spiega Cesare Cecchi - sia di grande importanza nel panorama vitivinicolo nazionale e internazionale e quindi mi auguro che tutti i produttori della Regione sentano il bisogno di tutelarlo e valorizzarlo; il riferimento alla Toscana coinvolge non solo il vino Toscana Igt ma anche tutte le importantissime denominazioni della Regione e pertanto è necessario che tutti i produttori si sentano coinvolti e aggregati in una struttura come il Consorzio Vino Toscana; l’auspicio è che tutti colgano questa grande opportunità e necessità che va soprattutto a tutelare gli interessi loro e di tutta la Regione”.
Continua, intanto, l’impegno del Consorzio per la tutela del nome geografico “Toscana” da contraffazioni, usi illeciti e usi impropri, opponendosi, tra l’altro, anche in forza della registrazione del nome Toscana in classe 33 (le bevande alcoliche, ndr), contro quei soggetti che intendono registrare marchi che, in qualche modo, fanno riferimento a Toscana per le produzioni vitivinicole. Solo in due anni, 2020 e 2021, il Consorzio ha fatto ritirare la richiesta di registrazione dei marchi “Toscania”, “Toscanello”, “Donna Toscana”, “Toscanotto”, “Tuscan tree” (in Inghilterra), “Toscanino”, “I’Toscanone”, “Etichetta Toscana”, “Toscana Cordobesa” (in Spagna), “Bella Toscana” (in Brasile), e sono in corso le opposizioni alla registrazione dei marchi, “Tenimenti in Toscana” e “Toscanizzazione” (in Polonia).

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