Le proteste legate al vino, in Francia, comparto che non sta di certo attraversando il suo momento storico più brillante, coinvolgono anche Lvmh, “colosso” della famiglia Pinault e il più grande gruppo di lusso al mondo che, con la divisione “Champagne & Wine” (che abbraccia marchi come Moët & Chandon, Krug, Dom Pérignon e Veuve Clicquot) è uno dei produttori di punta dello Champagne, la bollicina iconica e più famosa del mondo. I rappresentanti della Cgt (Confédération Générale du Travail), importante sindacato francese, attivi nelle maison Moët & Chandon e Veuve Clicquot, hanno indetto, per il 15 gennaio, un nuovo sciopero, “nel tentativo - riporta la Reuters - di fare pressione sulla direzione affinché risarcisca i lavoratori per i bonus persi”. La mancata partecipazione agli utili dei dipendenti, nonostante i risultati del Gruppo (nei primi 9 mesi 2025, la divisione “Champagne & Wine” consolidava la ripresa, ndr), sarebbe il tema della discordia. Anche se, va pur ricordato, anche per i “big”, a livello generale, le dinamiche del mercato, tra rallentamento dei consumi e tensioni geopolitiche, si fanno sentire.
In un video, indirizzato ai lavoratori, i rappresentanti sindacali della Cgt di Moët & Chandon e Veuve Clicquot, hanno affermato che i lavoratori dovrebbero sospendere il loro lavoro per “almeno tre ore. Una protesta che sta per arrivare e che si somma a quanto accaduto l’11 dicembre 2025, quando 600 dipendenti di Moët & Chandon-Ruinart e Veuve Clicquot-Krug si radunarono nel cortile principale dello stabilimento Moët & Chandon con tanto di una riunione informativa sindacale organizzata dalla stessa Cgt, nel cuore dell’Avenue de Champagne. Uno sciopero nato per “difendere gli elementi fondamentali della retribuzione. La partecipazione agli utili, i bonus di risultato e i bonus di fine anno non sono semplici benefit, ma conquiste sociali ottenute in decenni di lotte sindacali nella regione della Champagne”, con Alexandre Rigaud, rappresentante sindacale Cgt per Moët & Chandon - Ruinart, che stimò anche, in numeri, la perdita economica dei lavoratori. E quindi, sempre secondo quanto riportato da Cgt Champagne, “per alcuni dipendenti, l’eliminazione della partecipazione agli utili e dei bonus rappresenta una perdita compresa tra il 15 e il 30% della loro retribuzione annua”.
Nell’incontro si era parlato anche di altri numeri e che riguardano i profitti dell’azienda, stando ai quali, “il Gruppo Lvmh ha registrato un fatturato di 58 miliardi di euro a fine settembre. Per Mhcs, l’utile operativo corrente ha comunque raggiunto diverse centinaia di milioni di euro, con un utile stimato di 220 milioni di euro per il 2025. Nel frattempo, gli azionisti continuano a ricevere dividendi, a volte anche sotto forma di pagamenti intermedi effettuati prima della chiusura definitiva dei conti. Questo contrasto alimenta la rabbia e rafforza la determinazione dei dipendenti in sciopero”. E, intanto, le proteste, promesse già a Dicembre 2025, continuano.
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