Tra grandi difficoltà ancora non risolte, come testimonia la vicenda (forse ad una svolta, come abbiamo raccontato qui), della cooperativa Terre d’Oltrepò), ma anche progetti che guardano al futuro, puntando, in particolare, sul Metodo Classico e sul nuovo nome “Classese”, l’Oltrepò Pavese guarda avanti, consapevole di una caratteristica che lo rende unico: con quasi 3.000 ettari vitati a Pinot Nero, su un totale di 13.500 ettari totali di superficie viticola, non solo è il territorio più importante in Italia dedicato a questo vitigno di grande successo, ma è anche la terza zona al mondo per estensione dopo Borgogna e Champagne, e rappresenta il cuore pulsante della viticoltura lombarda con oltre il 62% della produzione vinicola regionale. Una zona che, secondo il direttore del Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese, Riccardo Binda, “nonostante le difficoltà attuali, è uno dei territori italiani del vino con i più grandi margini di sviluppo, è l’unico basato sul Pinot Nero per fare spumante Metodo Classico, e nonostante un potenziale di 20 milioni di bottiglie, oggi ne produce meno di 1 milione. E, oltretutto, è un territorio enorme, con grande potenzialità di crescita di nuovi impianti e in altitudine, per contrastare il cambiamento climatico. Due elementi per cui il territorio può guardare al futuro con speranza nonostante le difficoltà attuali”. Riflessioni arrivate da “Vino Visioni Oltrepò”, di scena, ieri, a Palazzo Lombardia, a Milano, sede della Regione, nel lancio di “Visione Vino”, la “community” dedicata al settore di Teha-The European House-Ambrosetti, uno dei più affermanti “think-tank” italiani, celebre, soprattutto, per il suo Forum di Cernobbio, e che proprio in Oltrepò, a Voghera il 16 e il 17 ottobre, nel forum “Visione Vino” presenterà in anteprima il “Rapporto Strategico Visione Vino” 2026. “Che approfondirà l’evoluzione dei consumi interni di vino - che vede l’Italia scendere al terzo posto mondiale - e quella dei mercati internazionali, nei quali il commercio in volume è diminuito del 9,1% sul 2021, pur mantenendo stabile il valore complessivo. Una parte significativa è dedicata all’impatto del cambiamento climatico, che nel 2024 ha fatto registrare in Italia la più alta anomalia termica di sempre, pari a +2,72 °C sulla media storica, portando a perdite economiche per 8,5 miliardi di euro nel settore agricolo, con una proiezione di oltre 13 miliardi di euro entro il 2050. Spazio anche al tema dell’enoturismo, sempre più centrale nella valorizzazione dei territori, e al passaggio generazionale, un processo ancora in corso nel 40% delle aziende del settore”.
“È importante che la politica mantenga alta l’attenzione sul settore vitivinicolo. Stiamo attraversando una fase complessa, in cui si intrecciano opportunità e fattori negativi. Dobbiamo imparare a trovare le soluzioni migliori a ogni problema”, ha commentato il vice-presidente del Senato Gian Marco Centinaio (e uomo “del territorio”, da sempre attento alle vicende dell’Oltrepò, ndr). Al calo del consumo, ha spiegato Centinaio, “si risponde dando più valore al prodotto e sperimentando soluzioni come il dealcolato, ai dazi americani con l’apertura di nuovi mercati, alle etichette allarmistiche con le ricerche che distinguono tra alcolismo e consumo moderato. Le istituzioni devono aiutare le imprese su questa strada, anche creando una “lobby sana” tra Paesi produttori a livello europeo”.
“Abbiamo voluto ospitare a Palazzo Lombardia questo evento per testimoniare la centralità di un territorio, da sempre eccellenza vitivinicola - ha dichiarato Elena Lucchini, assessore della Regione Lombardia alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità - e che, grazie a un’autentica un’alleanza tra istituzioni e il supporto di una visione strategica, potrà intercettare nuove traiettorie di sviluppo. Voghera, la mia città, sarà protagonista di questo evento, capace di accogliere le sfide legate all’innovazione, alle buone pratiche, alla valorizzazione del capitale umano e a produzioni sempre più sostenibili”.
L’Oltrepò Pavese, ha ribadito Benedetta Brioschi, partner Teha e responsabile Food-Retail, tracciando la linea del cammino della nuova community “Visione Vino” in vista del Forum del prossimo ottobre, “riserva un potenziale ancora non pienamente espresso: a fronte degli oltre 2.800 ettari di Pinot Nero, la produzione certificata si ferma a meno di un milione di bottiglie tra Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg Pinot Nero Doc, un divario che rappresenta una delle principali opportunità strategiche per il futuro del territorio e uno dei principali assi di indagine della nuova community”.
Aprire, oggi, uno spazio di confronto sul vino e sull’Oltrepò Pavese, ha detto Tommaso Rossini, presidente della Sede di Pavia di Assolombarda, “significa riconoscere il valore di un territorio che è in cambiamento e che merita una riflessione strutturata, autorevole e orientata al futuro. Il vino non è solo una filiera produttiva, ma un sistema complesso che intreccia identità, impresa, paesaggio, cultura e mercati”.
Aldo Poli, vice presidente Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia ha aggiunto: “oggi non siamo qui per annunciare un evento, ma per innescare un ambizioso progetto: trasformare l’Oltrepò Pavese nel centro gravitazionale del pensiero vitivinicolo italiano. Come Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, abbiamo scommesso su questa iniziativa, perché siamo convinti che il tempo delle iniziative isolate, di scarso respiro e delle narrazioni frammentate non sia più attuale”.
“La scelta di The European House - Ambrosetti di sviluppare la sua prima “community vino” proprio partendo da Voghera, è “smart” logisticamente parlando, ma, soprattutto, dall’alto valore simbolico. È la porta dell’Oltrepò e, allo stesso tempo, è un punto di accesso naturale per una platea nazionale. È il posto giusto per - pur restando nella dimensione di provincia, di prossimità e fuori dai palazzi - far incontrare filiera, imprese, comunità, istituzioni, mercati”, ha concluso Giovanni Palli, presidente Provincia di Pavia.
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