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ATTUALITÀ

Lvmh, la divisione “Champagne & Wine” frena nei ricavi: -2,9% nel 2025

Giro d’affari di 5,3 miliardi di euro per la divisione enoica del colosso francese del lusso. Frenano ancora di più i Cognac e gli spirits a -15,3%
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I vigneti di Moët & Chandon, uno dei gioielli di Lvmh (ph: Lvmh)

Un 2025 complicato per il mondo del vino, compreso quello francese che, a differenza di quanto era avvenuto in Italia, aveva già registrato una frenata nel 2024. E che abbraccia anche il comparto dei vini di alta gamma, pur con i dovuti distinguo. Lo si vede dai risultati del quarto trimestre, e annuali, del colosso Lvmh della famiglia Arnauld, che, per quanto riguarda la divisione “Wine & Spirits” (Moët Hennessy), guardando ai dati pubblicati ieri, non ripete i risultati del terzo trimestre 2025 (+1%), scivolando nel quarto a -9% organico, per un totale, nel 2025, che somma un -5% organico. Ammontano a 5,3 miliardi di euro, dunque, i ricavi per il 2025 contro i 5,8 del 2024 ed i 6,6 del 2023. In calo anche la divisione “Champagne & Wine” (che conta brand come Moët & Chandon, Krug, Cheval Blanc, Château d’Yquem, Ruinart, Dom Pérignon, Domaine des Lambrays, Veuve Clicquot, Cloudy Bay, Bodega Numanthia, Terrazza de Los Andes ed Ao Yun, tra gli altri, ndr), che somma ricavi per circa 3 miliardi di euro nel 2025, a -2,9% sul 2024, anno che già aveva riscontrato un rallentamento sul 2023. Il reparto “Cognac and spirits” fa peggio (-15,3%) fermandosi a 2,2 miliardi di euro.
Lo Champagne del gruppo, spiega Lvmh, ha venduto 60,1 milioni di bottiglie contro le 61,7 del 2024 (-2,5%) e le 66,5 del 2023. Ma è il Cognac ha registrare la frenata maggiore passando dalle 80,8 milioni di bottiglie del 2024 alle 74,6 del 2025 (-7,6%). Bene, invece, i vini fermi e gli spumanti a 61,9 milioni di bottiglie in crescita dalle 61,3 milioni di bottiglie vendute nel 2024 (+1%), mentre gli spirits sono in leggero calo (20,4 milioni di bottiglie, -1,9%).
“Il fatturato dei “Wine & Spirits” è diminuito del 5% (organico) nel 2025 - ha spiegato Lvmh - l’utile delle operazioni ricorrenti è diminuito del 25% (per un valore di 1 miliardo di euro, ndr). Il 2025 ha confermato il rallentamento della domanda osservato dal 2023, dopo diversi anni eccezionali. L’impatto delle tensioni commerciali sui clienti ha gravato anche sui mercati chiave di Cina e Stati Uniti. Le maison di Champagne di Lvmh hanno mantenuto la loro quota di mercato del 22% di tutte le spedizioni di denominazioni Champagne, e i vini rosé di Provenza hanno continuato a sovraperformare la categoria rosé a livello mondiale. Il fatturato del Cognac Hennessy è stato frenato dalla debolezza della domanda locale, principalmente a causa di problemi con i dazi doganali in Cina e Stati Uniti. Le maison di “Wines & Spirits” hanno continuato a investire nella desiderabilità a lungo termine dei loro marchi e lanciato un programma volto ad aumentare l’efficienza e ridurre i costi”.
Ed i dazi sembrano aver pesato non poco sul comparto. Guardando ai ricavi per area geografica, il mercato interno è, infatti, passato dal 7% all’8%, quello europeo (Francia esclusa) dal 20 al 21%, gli Stati Uniti sono invece scesi dal 34 al 32%, unico in calo con l’Asia (Giappone escluso), che scivola dal 6 al 7%. Il Giappone sale al 7% (dal 6%) e gli altri mercati toccano il 16% (dal 15%).
A livello generale, con tutti i settori, dalla pelletteria alla moda, dai profumi agli orologi e non solo, i risultati dell’esercizio 2025 di Lvmh si sono chiusi con un fatturato di 80,8 miliardi di euro, in calo dell’1% a livello organico. “Lvmh - spiega la nota - ha dimostrato una buona resilienza e ha mantenuto il suo slancio innovativo nonostante un contesto geopolitico ed economico perturbato. L’Europa ha registrato un calo nella seconda metà dell’anno e gli Stati Uniti hanno registrato una crescita, beneficiando di una solida domanda locale. Il Giappone ha registrato un calo rispetto al 2024, che era stato sostenuto dalla crescita della spesa turistica dovuta allo yen molto più debole. Il resto dell’Asia ha visto un notevole miglioramento delle tendenze rispetto al 2024, con un ritorno alla crescita nella seconda metà dell’anno. Nel quarto trimestre la crescita organica dei ricavi è stata dell’1%, in linea con il terzo trimestre”.

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