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CIATTI GLOBAL MARKET REPORT

Mercato degli sfusi: le occasioni migliori in Argentina, crescono le quotazioni in Italia

Con la produzione 2019 in calo in Europa i prezzi tornano a salire, ma il crollo del cambio tra Peso e Dollaro spinge i vini del Sud America
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Gli sfusi fotografano il momento produttivo ed i rapporti di forza

Cala la produzione enoica dell’Emisfero Nord, con le vendemmie di Italia (-16% a 46 milioni di ettolitri), Francia (-4% a 43,4 milioni di ettolitri) e Spagna (-15%-20% a 40-44 milioni di ettolitri), comunque attese di ottima qualità, specie per i rossi, ma i prezzi degli sfusi sul mercato mondiale non sembrano destinati a vivere grandi rialzi. Come emerge dal “Global Market Report” di Ciatti, uno dei principali broker del settore, è l’Argentina a tenere basse le quotazioni dei vini generici, quelli che muovono le quote maggiori di mercato. Con la vendemmia ancora lontana, i 600 milioni di litri di scorte restano sul mercato a prezzi assai competitivi, a causa del crollo del Peso argentino, dell’inflazione galoppante e dei tassi d’interesse che crescono a velocità impressionanti, tutti aspetti decisamente attraenti per chi compra. Anche il Cile vive problemi di tenuta della moneta, con il cambio debole rispetto al dollaro che spinge le vendite, mentre in attesa della vendemmia l’Emisfero Sud deve fare i conti con la siccità, e se in Australia i costi dell’irrigazione sono cresciuti del 140% in un anno, il Cile ha vissuto il suo secondo inverno più siccitoso dal 1950. Infine, la California, dove il mercato degli sfusi ha un peso relativo, e la vendemmia promette il terzo raccolto abbondante consecutivo.

Questa la cornice, dentro la quale si muovono le quotazioni, generalmente stabili, con le dovute eccezioni, che arrivano principalmente dai Paesi del Vecchio Continente. Partiamo dal Belpaese, dove, come abbondantemente appurato, la vendemmia porterà ad una produzione in calo del 16% sul 2018, con la sola eccezione della Toscana: i prezzi degli sfusi, che nella campagna 2018/2019 hanno visto un calo del 34% per i rossi e del 21% per i bianchi, con i vini a denominazione che hanno lasciato sul terreno solo il 6%, dovrebbero quindi tornare a crescere nei prossimi mesi. Intanto, i primi cinque mesi registrano una crescita dei volumi esportati del +11%, e sul mercato internazionale degli sfusi arrivano già le prime quotazioni relative alle produzioni 2019. Praticamente tutte previste al rialzo, con il Chianti Docg che spunta il prezzo maggiore (-2-2,25 euro al litro, ma sull’imbottigliato), quindi il Primitivo Igt (1,25-1,50 euro al litro), ma fanno bene anche il Pinot Grigio delle Venezie (0,80-0,95 euro al litro) ed il Prosecco Doc (1,60-1,65 euro al litro).

Fanno storia a sé i vini di Francia, per i quali la domanda è limitata, specie con l’annata 2019 a breve sul mercato: le opportunità da cogliere arrivano essenzialmente dai rossi a denominazione (sempre in commercio l’annata 2018, ndr) di Languedoc, Minervois, Corbières e Costa di Nimes. Le quotazioni, così restano tutte stabili, con le punte di Sauvignon Blanc Igp e Cabernet Sauvignon Igp (0,95-1,10 euro al litro) e del Rosé Monovarietale Igp (0,90-1,20 euro al litro). In Spagna, la raccolta in netto calo porterà prevedibilmente alla vendita piuttosto veloce ed a prezzi in rialzo delle produzioni da varietà autoctone, ma ci saranno dinamiche rialziste, a fronte di una domanda importante, anche per le varietà internazionali, con prezzi in crescita, nell’ordine dei 5 euro ad ettolitro, per Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Sauvignon Blanc e Moscato.

Dall’altra parte del mondo, in California non si registrano oscillazioni se non, in senso negativo, per due monovarietali come il Cabernet Sauvignon ed il Pinot Nero. Come detto, è in Argentina che si trovano le occasioni migliori, con i prezzi in vistoso calo, anche tra i vini bianchi, di cui c’è maggiore richiesta: il bianco generico, infatti, è quotato appena 22-24 centesimi di dollaro al litro, il rosso generico 25-30 centesimi, e persino il Malbec è crollato a 55-65 centesimi al litro nella sua versione standard, mentre quello di alta qualità è quotato 1-2,5 dollari al litro. Nonostante il cambio sfavorevole del peso, in Cile i prezzi, almeno per ora, reggono, con le quotazioni dei generici addirittura in crescita: sia il bianco che il rosso si attestano a 50-60 centesimi al litro. Chiudono il cerchio il Sudafrica, dove le recenti piogge fanno ben sperare per la raccolta 2020, con le quotazioni dei monovarietali in crescita tendenziale, ma con buone possibilità per chi compra nei prossimi mesi, quando i produttori dovranno svuotare le cantine, ed Australia e Nuova Zelanda: nella terra dei canguri preoccupa la siccità, che farà crescere i costi di produzione dell’annata 2020, mentre il Paese degli All Black si gode la crescita delle esportazioni dei propri sfusi, nei primi sei mesi del 2019, nei suoi due mercati principali, Usa (+6,7%) e Gran Bretagna (+16%).

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