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LO STATO DELL’ARTE

Mercato del vino, impossibile fare previsioni. Ma i consumi si orientano su prodotti più “cheap”

La sostenibilità conta sempre di più, ma è essere sostenibili costa. A Castello Monaci, in Puglia, le riflessioni dal “salotto” VinoWay
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Un calice di vino (nella foto di 8photo su Freepik)

Le difficoltà del mercato del vino, in Italia e nel mondo, in questi mesi, sono sotto gli occhi di tutti, certificate da mille voce e dai dati. E se è sempre più difficile prevedere e programmare il futuro, almeno come si faceva fino a qualche anno fa, due sembrano le “certezze” con cui dover fare i conti, almeno per il prossimi futuro. L’importanza, crescente, della sostenibilità, e il lavoro da fare sul posizionamento di prezzo, soprattutto all’estero. Riflessioni che arrivano dai dati, comunicati da Denis Pantini, direttore dell’Area Agricoltura ed Industria Alimentare e Responsabile Wine Monitor Nomisma Spa), nel “salotto” di “Vinoway Selection 2024”, fondata e diretta da Davide Gangi, andata in scena, nei giorni scorsi, a Castello Monaci, cantina del Guppo Italiano Vini - Giv, in Puglia.
“Non si possono fare previsioni per il mercato futuro”. Da luglio/agosto 2023 vi è stato un calo del 4-% nellle vendite sul 2022 - ha detto il Responsabile Wine Monitor Nomisma Spa, Denis Pantini - e sembrerebbe che il consumatore medio acquisti meno vino di qualità, sostituendolo con un vino generico che costa meno”. E guardando più avanti, ha sottolineato Pantini “i dati riportano ad un calo demografico che si verificherà in Italia nel futuro prossimo, e ci sarà da considerare una percentuale inferiore di consumatori”.
E se la sostenibilità è senza dubbio un valore, “essere sostenibili ha un costo economico. È un costo maggiore che va speso oggi per poter “pagare meno domani”. Ma questa sostenibilità, visto che vogliamo spender meno oggi, siamo davvero pronti a spenderla?”, ha provocato Alessandro Rossi, Wine Manager Partesa, tra le principali società di distribuzione di beverage e vino in Italia. Ed a proposito di sostenibilità, c’è da riflettere ancora sulla confusione di fondo tra “sostenibile” e “naturale”, quando si parla di vino. E che torna sotto i riflettori in maniera più forte proprio dopo una vendemmia 2023 arrivata al termine di un’annata “come non si verificava da 50 anni”, ha detto il presidente Assoenologi, Riccardo Cotarella, tornando a sottolineare come “le abbondanti piogge primaverili hanno permesso il proliferare delle malattie dell’Oidio e della Peronospora, danneggiando quantitativamente le vigne di gran parte di tutto lo Stivale. La qualità non è stata compromessa, ma solo l’attenzione della scienza e la conoscenza professionale accompagnata dalla tecnica, divengono le uniche soluzioni strategico-operative che l’uomo può mettere in pratica”. E se come hanno sottolineato Christian Scrinzi, enologo del Gruppo Italiano Vini - Giv, e l’agronomo Gian Piero Romana, “la viticoltura di precisione, attenta e sostenibile, diviene l’investimento essenziale per il raggiungimento di determinati obiettivi”, sul “vino naturale” le considerazioni del presidente Assoenologi Riccardo Cotarella sono nette. “Il vino, naturalmente e senza l’intervento dell’uomo, porta alla produzione d’aceto; inoltre, in Italia, non è consentito denominare ed insignire i vini con il termine “naturale”. Potrebbero esser chiamati “vini a basso impatto dell’uomo”, ricordando, però, che è stata la scienza, grazie all’intervento dell’uomo, ad aver scoperto i medicinali per le malattie che oggi sono facilmente curabili e che, in passato, portavano alla morte. Lo stesso sistema di coltivazione in biologico consente d’intervenire a sostegno e tutela della produzione e della pianta con specifici prodotti fitosanitari. L’obiettivo attuale resta quello di favorire una viticoltura ed un’enologia sostenibile dal punto di vista salutare ed economico”, ha sottolineato ancora Cotarella.
“Tanti sono gli aspetti e le figure del mondo del vino. Vi sono enologi, professori, comunicatori, giornalisti, produttori, comparto commerciale e così via ... Quale altro prodotto dell’agroalimentare è in grado di coinvolgere emotivamente l’animo umano come il vino? Nessuno. Noi dobbiamo alimentare questa considerazione, nonostante i recenti attacchi scellerati dell’Unione Europea sulla normativa vitivinicola e di etichettatura”, ha poi detto, nelle conclusioni del talk Vinoway, il presidente degli enologi italiani e mondiali Riccardo Cotarella.

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