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VINO & ASTE

Monfortino e Masseto: il top della Classificazione dei Grand Cru d’Italia di Gelardini & Romani

Nell’edizione dei 10 anni della classifica dei vini italiani top nelle aste, seguono Biondi Santi, Giacosa, Soldera e Quintarelli

Il Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno ed il Masseto su tutti, con quotazioni medie a bottiglia superiori ai 400 euro, poi i Brunello di Montalcino Riserva di Biondi Santi e di Case Basse di Gianfranco Soldera, il Barbaresco Riserva Red Label di Bruno Giacosa e lʼAmarone Riserva di Quintarelli tra i 300 ed i 400 euro a bottiglia, e poi ancora lʼAmarone Riserva di Romano dal Forno, il Barolo Riserva Rocche del Falletto di Bruno Giacosa, il Montepulciano dʼAbruzzo di Valentini ed il Sassicaia della Tenuta San Guido che, mediamente, spuntano quotazioni a bottiglia tra i 200 ed i 300 euro: ecco il top del top della nuova Classificazione dei Grand Cru dʼItalia, le 30 etichette di vino italiane più ricercate ed apprezzate da collezionisti ed investitori di tutto il mondo, classificate in base ai maggiori livelli di prezzo ed alla minore percentuale di lotti invenduti registrati dalla Gelardini & Romani Wine Auction, lʼunica casa dʼaste specializzata in vini italiani ad aver fatto successo allʼestero, in particolare in una piazza fondamentale per questo tipo di mercato come Hong Kong. Classificazione che, peraltro, celebra i suoi primi 10 anni (la prima edizione è del 2009), ed è capaci quindi di cristallizzare in maniera esaustiva non solo lo stato dellʼarte, ma anche il progresso dei grandi vini del Belpaese nel panorama del collezionismo mondiale.
Dalla classificazione del “decennale”, infatti, emerge che i valori medi sono cresciute del 29%,
al punto che al punto che alle cinque fasce di prezzo originarie in cui è stata da subito suddivisa la classifica, ne è stata aggiunta una nuova, una sorta di “prima fascia superiore”, per i vini oltre i 400 euro a bottiglia. E se quattro etichette, spiegano Gelardini & Romani, nel periodo,
2012/2018 non hanno raggiunto i parametri necessari per rientrare nella Classificazione, altre quattro sono entrate grazie ad una crescita importante delle quotazioni nel periodo di riferimento, come il Barolo di Bartolo Mascarello (+51%), il barolo Barolo di G. Borgogno (+77%), il Turriga di Argiolas ed il Barolo di Ceretto (+7%).
Altro aspetto da sottolineare, è la crescita del Piemonte, per lo più a discapito della Toscana: “se fino al 2016 la Classificazione comprendeva 16 etichette toscane e 9 etichette Piemontesi, oggi queste due Regioni si equivalgono, con 12 etichette ciascuna”. Ancora, sottolinea la casa dʼAste guidata da Flaviano Gelardini e Raimondo Romani, “è evidente che il mercato, oramai maturo e qualificato, sta premiando sempre di più vini monovarietali e territoriali che possono vantare uno storico di annate con un percorso coerente e ben definito. Se fino a pochi anni fa le guide di settore erano in grado di orientare significativamente i gusti del mercato, oramai il collezionista-consumatore, sempre più curioso e preparato - sottolineano Gelardini & Romani privilegia la “consistenza” della filosofia in vigna e la “continuità” produttiva, piuttosto che i “punteggi” assegnati dai critici; la cui opinione resta però sempre determinante rispetto al giudizio sulla qualità delle vendemmie. In questo quadro lo storico/library di cantina/vecchie annate diventa sempre più centrale per poter dimostrare, anche attraverso le vendite all’asta, la tenuta nel tempo della singola etichetta e di conseguenza conquistare gli appassionati. Il mercato dei fine wines appare, pertanto, sempre più equiparabile al mercato dell’arte, dove l’unicità e la rarità sono elementi sempre più apprezzati; come evidenziato, in maniera esemplare, dalle reazioni del mercato alla distruzione di parte della produzione 2006 e la successiva uscita dal Consorzio del Brunello da parte della cantina Case Basse di Gianfranco Soldera (i cui Brunelli hanno registrato una crescita media, record, delle aggiudicazioni del 132% rispetto ai valori medi 2005/2011) o le dipartite di monumenti del vino italiano, quali Franco Biondi Santi, Bruno Giacosa, Giuseppe Rinaldi, Edoardo Valentini e Giuseppe Quintarelli, che hanno dato inizio ad una corsa per assicurarsi le ultime annate prodotte allʼinterno di un certo “sistema” o con lʼinconfondibile “tocco” del “fondatore”, elevando cosi, definitivamente, il vino ad opera d’arte”.
Un quadro, dunque, quello che emerge della nuova Classificazione, che conferma quanto anticipato nei giorni scorsi a WineNews dallo stesso Raimondo Romani: “l’attenzione per il vino italiano è cresciuta e cresce molto, anche grazie alla tanta varietà che il nostro Paese sa offrire, che per il collezionista è accattivante e divertente, e nella media non c’è più l’abisso che c’era con la Francia. Di certo, l’aspetto della profondità di annata conta: i francesi, con Bordeaux e Borgogna, hanno tante etichette di livello che arrivano fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, noi di fatto, salvo rarissime eccezioni, partiamo dagli anni ‘90, o dagli anni ‘80 con qualche Barolo e Barbaresco e poco altro. Ma le cose stanno cambiando, ci vuole tempo, la prospettiva secondo noi è molto positiva. Anche perché il vino, in questo pezzo di mondo, sta diventando parte della socialità quotidiana a tutti livelli, non solo tra i super ricchi, e questo allarga di molto il mercato. Che, peraltro, sta andando decisamente sempre più verso vini eleganti e fini, a discapito di quelli più muscolari e potenti”.

Focus: la nuova Classificazione dei Grand Cru dʼItalia di Gelardini & Romani
I fascia superiore (oltre 400 euro a bottiglia)
Piemonte Barolo Riserva Monfortino G. Conterno
Toscana Masseto

I fascia (300-400 euro a bottiglia)
Toscana Brunello di Montalcino Riserva Soldera
Toscana Brunello di Montalcino Riserva Biondi Santi
Piemonte Barbaresco Riserva Red Label Bruno Giacosa
Veneto Amarone Riserva Quintarelli

II fascia (200-300 euro a bottiglia)
Veneto Amarone Riserva Dal Forno
Piemonte Barolo Riserva Rocche del Falletto Bruno Giacosa
Abruzzo Montepulciano dʼAbruzzo Valentini
Toscana Sassicaia Tenuta San Guido

III fascia (150-200 euro a bottiglia)
Piemonte Barolo Riserva Granbussia Aldo Conterno
Piemonte Barolo Bartolo Mascarello
Piemonte Sperss Gaja

IV fascia (100-150 euro a bottiglia)
Piemonte Barbaresco Gaja
Piemonte Barolo Cascina Francia Giacomo Conterno
Piemonte Barolo Giuseppe Rinaldi
Piemonte Barolo Cannubi Boschis Sandrone
Lazio Fiorano Red Boncompagni Ludovisi
Toscana Solaia Antinori
Toscana Ornellaia
Toscana Le Pergole Torte Montevertine

V fascia (50-100 euro a Bottiglia)
Piemonte Barolo G. Borgogno
Toscana Chianti Riserva Il Poggio Castello di Monsanto
Toscana Flaccianello
Sardegna Turriga
Toscana Tignanello
Toscana Brunello di Montalcino Riserva Ripe Al Convento Frescobaldi
Piemonte Barolo (Cru) Ceretto
Campania Terra di Lavoro Galardi
Toscana Paleo Le Macchiole

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