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ECONOMIA & AGRICOLTURA

Monsanto passa a Bayern, è rivoluzione per il mercato delle sementi e dei fertilizzanti agricoli

Coldiretti accusa: “il 63% del mercato delle sementi e il 75% di quello degli agrofarmaci è nelle mani di tre multinazionali”
AGRICOLTURA, BAYER, MONSANTO, Non Solo Vino
Il colosso Monsanto acquisito dalla Bayer

È di queste ore la notizia dell’acquisizione definitiva di Monsanto da parte del colosso tedesco Bayer. La fusione si concretizzerà definitivamente il 7 giugno per un prezzo di oltre 60 miliardi di dollari. Una novità che, di fatto, cambierà la geografia del settore. E che ha scatenato una reazione decisa della Coldiretti. “Con l’acquisizione di Monsanto da parte della Bayer, dopo la fusione tra DuPont e Dow Chemical e l’acquisizione di Syngenta da parte di ChemChina, il 63% del mercato delle sementi e il 75% di quello degli agrofarmaci è concentrato nelle mani di sole tre multinazionali con un evidente squilibrio di potere contrattuale nei confronti degli agricoltori”.
Un’operazione che, secondo l’organizzazione agricola, si ripercuoterà negativamente anche sulla forza lavoro. “Il miliardo e mezzo di produttori agricoli mondiali sono stretti in una tenaglia da pochi grandi gruppi multinazionali che dettano le regole di mercato nella vendita dei mezzi tecnici necessari alla coltivazione e all’allevamento nelle aziende agricole, a partire dalle sementi, ma anche - sottolinea ancora la Coldiretti - nell’acquisto e nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari. La perdita di potere contrattuale si traduce in difficoltà economiche e occupazionali per gli agricoltori a livello globale, ma l’elevata concentrazione mette a rischio anche la libertà di scelta dei consumatori e gli standard di qualità e sicurezza alimentare, oltre che la stessa sovranità alimentare e la biodiversità dei singoli Paesi”.
Per la Coldiretti l’unica soluzione è puntare ancora di più sui Consorzi Agrari che avrebbero tutte le carte in regola per vincere le sfide del futuro che si concentreranno sempre di più su temi come l’agricoltura di precisione e i big data. “È evidente la necessità per l’Italia di rafforzare il sistema dei Consorzi Agrari che sono l’unica struttura degli agricoltori italiani in grado di sostenere il potere contrattuale delle imprese agricole di fronte al crescente strapotere delle multinazionali nel mercato dei mezzi tecnici. Oggi i Consorzi Agrari sono il riferimento di 300.000 aziende diffuse capillarmente su quasi tutto il territorio, comprese le aree più difficili, ed hanno esteso la propria operatività, dall’innovazione tecnologica ai contratti di filiera, dalle agroenergie al giardinaggio, dalla fornitura dei mezzi tecnici alla salvaguardia delle sementi a rischio di estinzione”.

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