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VINO E TERRITORI

Nelle Langhe, anche le cooperative di contoterzismo dovranno garantire alloggio agli stagionali

Il protocollo sul contratto firmato dal Consorzio di Barolo e Barbaresco, Coldiretti, Confagricoltura, Cia-Agricoltori e Confcooperative
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La vendemmia del Nebbiolo a Serralunga (Ph: Andrea Cairone via Unsplash)

Il contoterzismo è uno strumento sempre più diffuso, nel mondo dell’agricoltura in generale e del vino in particolare, soprattutto per i lavori stagionali, come la vendemmia. In gran parte gestito da cooperative di servizi, dette, in gergo, “cooperative senza terra”. Un tipo di servizio che presenta aspetti positivi, ma anche tante criticità, sebbene ormai la maggioranza delle cooperative operi a livelli sempre più elevati non solo dell’ovvio rispetto della legalità, ma anche dell’etica del lavoro.

Uno dei grandi nodi da sciogliere, però, è quello dell’alloggio dei lavoratori delle cooperative, visto che, da anni, puntualmente, in tempo di vendemmia, arrivano notizie e reportage su condizioni precarie in questo senso, se non, in casi estremi, di vere e proprie tendopoli. Perchè se tante aziende agricole spesso prevedono l’alloggio nelle proprie strutture (e non solo) per la manodopera direttamente alle loro dipendenze, questa è una rarità, ancora, per le aziende del contoterzismo. E, in questa direzione, però, arriva un segnale importante da uno dei territori del vino più importanti d’Italia e del mondo, quello delle Langhe. L’intesa, firmata dal Consorzio di Barolo e Barbaresco, e da tutte le organizzazioni agricole del territorio, da Confagricoltura a Coldiretti, dalla Cia-Agricoltori Italiani a Confcooperative, prevede, infatti, che le cooperative di contoterzismo, alla stipula dei contratti con le imprese vinicole in vista della vendemmia, si impegnino a garantire ai lavoratori condizioni di alloggio adeguate. Una cosa che dovrebbe sembrare più che ovvia, ma che evidentemente ancora non lo è: “non è la soluzione definitiva di un problema, ovviamente, ma un primo passo di un percorso che abbiamo voluto iniziare e che poi ovviamente andrà monitorato”, spiega a WineNews il presidente del Consorzio di Barolo e Barbaresco, Matteo Ascheri. Una iniziativa importante, che potrebbe fare scuola in tanti altri territori, e che, di fatto, in qualche modo, è come una sorta di “certificazione” indiretta della virtuosità di una cooperativa del contoterzismo.

“Con questo contratto standard, le organizzazioni e le aziende agricole si vogliono assicurare che tutti i lavoratori abbiano un alloggio, nonostante nessuno sia tenuto, per legge, a fornirne uno”, sintetizza una nota congiunta. “Parallelamente alla sfida della sostenibilità ambientale, è necessario che il nostro settore affronti la questione della tutela della manodopera”, dichiara Matteo Ascheri. “Questo accordo è un primo passo importante per fronteggiare le problematiche che talvolta possono insorgere nel comparto vitivinicolo in momenti cruciali come la vendemmia. La questione merita molta attenzione e siamo consapevoli che questa intesa rappresenti l’inizio di un percorso articolato e necessario”.

“Il contratto di prestazione standard concordato tra le organizzazioni professionali a cui siamo arrivati - dichiara Fabiano Porcu, direttore di Coldiretti Cuneo - è uno strumento di fondamentale importanza sia per i lavoratori agricoli - stagionali e non - sia per le aziende. È un atto di solidarietà ma anche di civiltà, un passo concreto in avanti per sostenere e facilitare le imprese agricole e per tutelare i lavoratori impegnati nella raccolta delle uve”. “È stato finalmente messo a punto uno strumento importante quanto necessario - afferma Igor Varrone, direttore Cia Cuneo - l’accordo sulla standardizzazione del contratto di prestazione potrà essere una tutela per le aziende e per i lavoratori. Dare uniformità nella gestione di questi rapporti contrattualistici qualifica il lavoro della filiera del vino, per la quale l’adesione a requisiti condivisi dal settore diventa elemento distintivo di affidabilità oltre che strumento di garanzia e integrazione”.

“Come Confcooperative Cuneo”, dichiara il presidente Alessandro Durando, “la formalizzazione di un contratto di appalto di servizio condiviso tra aziende e cooperative è per noi importante. È un accordo che tutela le parti in causa e viene a definire un approccio di sistema che rafforza il lavoro di questi anni nella direzione di realizzare una filiera del lavoro di qualità nel settore del vino. Naturalmente sarà necessario un costante confronto e monitoraggio sull’accordo sottoscritto per arginare le situazioni a rischio irregolarità, in specifico, per il nostro mondo, il contrastare il fenomeno delle cooperative spurie che restituiscono, del lavoro in vigna e del mondo della cooperazione, una immagine negativa che penalizza noi e tutto il territorio”. “Per quanto le caratteristiche del lavoro in vigna abbiano portato negli anni a una stabilizzazione dei lavoratori e del relativo alloggiamento, la sottoscrizione di un contratto condiviso da tutte le Organizzazioni evidenzia la sensibilità dell’intera filiera alle tematiche della sostenibilità e dell’etica del lavoro - commenta Roberto Abellonio, direttore Confagricoltura Cuneo - un’intesa che conferma l’attenzione del comparto vitivinicolo cuneese in tema di integrazione e tutela dei diritti dei lavoratori”. Per le organizzazioni è fondamentale l’impegno, attraverso la contrattazione e la bilateralità. È di fondamentale importanza che un tessuto produttivo sia basato su presupposti etici ed organizzativi e che garantisca la qualità di processi e prodotti, dichiarando irrinunciabile e fondamento di ogni strategia il valore dell’integrazione, dell’educazione e della promozione socio-culturale.

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