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Non solo Sanremo: c’è chi, nel mondo del vino, la musica la vive tutto l’anno

Matteo Ascheri, produttore di Bra, ha fatto del concetto di “unplugged” la sua cifra stilistica, abbinando ogni etichetta ad un canzone

Mentre tutta l’Italia questa settimana vive la magia del Festival di Sanremo sul palco del Teatro Ariston, c’è chi la musica la vive tutto l’anno tra i filari e in cantina: Matteo Ascheri, produttore piemontese di Bra, ha fatto del concetto di “unplugged” la cifra stilistica dei suoi vini. Per lui il tema musicale non è solo una metafora: ogni etichetta ha la sua colonna sonora e ogni calice può essere ascoltato. Nelle schede tecniche, accanto alle informazioni produttive, non compaiono i classici abbinamenti gastronomici. Al loro posto, Ascheri propone abbinamenti artistici con brani musicali, libri, film e opere d’arte. Così, il Barolo Docg Coste&Bricco si abbina con i Depeche Mode, il Langhe Doc con gli Oasis e il Metodo Classico 8pari con Stromae.
Come nella musica unplugged non c’è spazio per l’elettronica, così in cantina Matteo Ascheri lavora per sottrazione: pochissimi interventi esterni, nessun virtuosismo tecnico, ma un attento lavoro in vigna e un accompagnamento misurato dell’uva in vinificazione. L’obiettivo è lasciare che ogni vino esprima la propria voce, il proprio timbro, la propria autenticità. Gli abbinamenti musicali suggeriti non sono regole, ma piuttosto un invito a trovare la propria colonna sonora. Così, per Ascheri, il Barolo Docg Coste&Bricco risuona insieme a “Walking in My Shoes” dei Depeche Mode: “Prova a metterti nei miei panni prima di giudicare”: è una dichiarazione d’indipendenza, proprio come un Barolo che rivendica scelte produttive autonome e identitarie. Il Barolo Docg Ascheri si specchia in “The Narcissist” dei Blur: un brano che parla di consapevolezza e crescita, di errori che insegnano. Come un grande vino, che affina nel tempo e impara dalla propria evoluzione, mentre il Barolo Docg Etichetta bianca trova una sintesi perfetta in “Killing Me Softly” di Roberta Flack: potente ma gentile, capace di colpire con eleganza.
Il Langhe Doc Rosso Montalupa - 100% Syrah - si abbina a “I’m outta time” degli Oasis: un rosso pensato per attraversare il tempo, capace di evolvere per anni e anni e che è anche un po’ fuori dal tempo, poco moderno; il Langhe Doc Barbera, vinificato senza legno, trova il suo manifesto in “Don’t Fear the Reaper” dei Blue Öyster Cult: coraggio, libertà, nessuna paura. Il Langhe Doc Dolcetto si lascia invece accompagnare da “Invito al viaggio” di Franco Battiato: leggerezza solo apparente, perché la profondità può essere anche delicata.
Infine, per il Metodo Classico Ascheri 8pari l’abbinamento è con “Formidable” di Stromae. Il titolo dice tutto: formidabile come il progetto che coinvolge la cooperativa 8pari e che trasforma una bottiglia in un gesto concreto di inclusione di persone con disabilità che, in cantina, imparano un lavoro. Progetto che Cantine Matteo Ascheri riporta orgogliosamente nel nome dell’etichetta.

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