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VINO E TERRITORIO

Oltrepò Pavese, arriva anche Cantine Ermès: acquisita, in asta, la Cantina Sociale di Canneto

La grande cooperativa siciliana investe nel territorio del Pinot Nero, come già fatto da realtà come Cordero, Tommasi, Berlucchi e Masi
CANTINA DI CANNETO, CANTINE ERMES, OLTREPÒ PAVESE, vino, Italia
Rosario Di Maria, presidente Cantine Ermes, che sbarca in Oltrepò Pavese

L’Oltrepò Pavese, terra d’elezione del Pinot Nero italiano, ed in costante cerca di rilancio, continua ad attrarre investimenti da altri territori, sintomo che sempre più produttori ed imprese del vino credono nelle potenzialità, ancora mai completamente espresse, del territorio lombardo. Ultima realtà ad arrivare, con un’acquisizione tutta interna al mondo cooperativo, è Cantine Ermes, realtà con il cuore in Sicilia (dove custodisce anche le Tenute Orestiadi a Gibellina, dove tra le vigne dimora anche la più grande opera di land art al mondo, “Il Cretto” di Burri, a cui è anche dedicato un vino, come abbiamo raccontato in questo video), che ha acquisito, in asta giudiziaria, la Cantina Sociale di Canneto (per una cifra, da indiscrezioni raccolte da WineNews, intorno ai 2 milioni di euro), con l’obiettivo di “non disperdere il valore storico di un territorio viticolo importante e rilanciarne produzione e coesione sociale”. Tanto che, come spiega il presidente Cantine Ermes, Rosario Di Maria, “vogliamo coinvolgere i vecchi soci per sviluppare un nuovo corso per Canneto”.
Un passo in Oltrepò Pavese, quello di Cantine Ermes,
che mette insieme oltre 13.600 ettari di vigna tra Sicilia, Veneto, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo ed ora Lombardia, con 2.513 soci, seguendo un “modello di verticalizzazione regionale, centrato sul valore viticolo ed enologico espresso da quei territori e dalle varietà e denominazioni che meglio possono performare sui mercati di tutto il mondo”, e che è solo l’ultimo, in ordine di tempo, di una serie di investimenti in terra di Oltrepò arrivati da nomi importanti del vino italiano fuori dal territorio, come Cordero con Tenuta San Giorgio, Tommasi, con Caseo, Berlucchi, con Vigne Olcru e Masi, con Casa Re, in un fazzoletto di terra che, con 3.000 ettari vitati, è il terzo distretto del mondo dedicato la Pinot Nero, dopo la Borgogna e la Champagne.
Un investimento fatto dalla cooperativa siciliana secondo il suo principio guida: “il rispetto dei diversi territori e delle loro specificità è, da sempre, il tratto distintivo di Cantine Ermes affermando, in ciascuna delle aree in cui opera, un approccio di tutela e valorizzazione dell’esistente a 360 gradi, sia per strutture e dotazioni strumentali, che, soprattutto, per il capitale umano”, spiega una nota. “La graduale crescita di Cantine Ermes in più regioni - spiega Rosario Di Maria, presidente Cantine Ermes - è il frutto di un lavoro costante di ricerca di territori coerenti con il progetto originale che caratterizza la nostra cooperativa. A contare nella nostra mission aziendale, sono il potenziale identitario espresso dai territori in cui abbiamo investito e continuiamo ad investire, e la capacità di quei vini di competere sui mercati più importanti per il vino italiano. Buona parte degli stabilimenti acquisiti da Cantine Ermes negli anni, sono stati frutto di fusioni per incorporazione, ridando energia e prospettive a cantine sociali rappresentative di quei territori, senza disperderne il patrimonio umano e sociale. Il nostro Progetto cooperativistico si fonda su due cardini fondamentali: fiducia e rispetto”. Un comune sentire che fa la differenza per il presidente Rosario Di Maria, che sottolinea: “rispetto dei nostri soci viticoltori che sposano il progetto, rispetto delle peculiarità distintive di questi territori. Fiducia, quella che giorno dopo giorno, siamo riusciti a generare e, oggi, è riuscita a sconfiggere i pregiudizi che affronta una cantina siciliana quando si presenta in altre regioni.
Con Cantine Ermes il percorso si è rovesciato: è il Sud che investe nel Nord”. L’interesse per l’Oltrepò Pavese, spiegano ancora da Ermes, è scaturito da una attenta analisi di mercato, tanto da aver indotto Cantine Ermes a presentare ieri un’offerta per l’acquisizione dello stabilimento produttivo e del marchio, nella consapevolezza che il percorso di rilancio dovrà partire dal coinvolgimento dei soci della Cantina di Canneto. “Con le buone pratiche di una condivisione di obiettivi e lavoro, siamo certi di ricostruire una realtà sana e competitiva nel vino di qualità, che sia nuova nello spirito ma, al contempo, capace di valorizzare le proprie radici, come avvenuto nelle altre regioni”. Per Cantine Ermes, il dialogo e le sinergie con le altre strutture cooperativistiche dell’Oltrepò sarà fondamentale per il suo rilancio. L’interesse di Cantine Ermes nei confronti di Cantina di Canneto, sottolineano da Ermes, era già trapelato nelle scorse settimane, suscitando un acceso dibattito a cui il tempo e l’operatività di Cantine Ermes potranno da oggi in poi dare le giuste risposte.

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