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Panorama

Fontana di bronzo e bollicine. Mecenati un’azienda vinicola e l’opera di Arnaldo Pomodoro. Lo scultore delle celebri “sfere” sta sperimentando una nuova fase della propria ricerca, in cui le forme si avvitano su se stesse e quasi spiccano il volo. Come nel suo ultimo monumento. dedicato allo spumante … Nelle mani di Arnaldo Pomodoro, uno dei maggiori scultori italiani contemporanei, il bronzo può diventare qualsiasi cosa, anche uno zampillo frizzante come quello dello spumante. All’artista romagnolo è stata commissionata un’opera per celebrare i cento anni dell’azienda vinicola Ferrari. Si tratta di una fontana monumentale che Pomodoro, per l’occasione ha chiamato Centenarium: una spirale dinamica alta quasi sette metri.

Sarà collocata davanti alla famosa cantina Ferrari è sarà visibile da tutti quelli che percorrono l’autostrada del Brennero. “Mi ci sono voluti due anni per realizzarla” racconta Pomodoro. “All’inizio doveva essere alta la metà, ma poi ho pensato che non si sarebbe vista bene e hop raddoppiato le dimensioni”.

Il rapporto tra Pomodoro e la famiglia Lunelli, quattro fratelli e una sorella, produttori dello spumante Ferrari, non è solo una relazione d’affari, tra uno che fa opere d’arte e chi le compra. E’, specialmente con Gino Lunelli, il più anziano, un’amicizia, cordiale e conflittuale come tutte le vere amicizie, di quelle che s’instaurano tra un’artista e un mecenate, che dura da vent’anni.

Lo scultore ha già realizzato, per celebrare i novant’anni del Ferrari, uno dei suoi celebri dischi, arricchito di qualche sfera in più del solito e intitolato Bollicine. “Gino e i suoi fratelli vogliono sempre le sfere” racconta Pomodoro, accarezzando una piccola piramide che sta alla base delle nuova scultura “perché ricordano le bollicine dello spumante, ma io sentivo che in questo punto ci voleva una forma più tesa, più dinamica, che rappresenta il potere e l’eternità”.

Per i Lunelli, Pomodoro ha già nel cassetto una nuova realizzazione. questa volta architettonica. Si tratta di una cantina da costruire in Umbria, dove la famiglia produce un altro vino, il Sagrantino di Montefalco. “Pensando all’antichità delle cultura di quelle terre, ai romani e agli etruschi che li hanno preceduti” racconta il maestro “mi è venuta in mente la tartaruga, un animale d’aspetto quasi preistorico ma che non si è estinto come i dinosauri”. Così il progetto, da realizzare forse l’anno venturo, prevede un grande guscio ovale, quasi una piccola collina rossiccia dove assaggiare il vino, sulla cima del colle verde dove c’è il vigneto, e dall’alta torre panoramica, un cono obliquo rovesciato, su cui salire per ammirare il paesaggio.

“Centenarium”, presenta in esclusiva a “Panorama” sarà inaugurata a settembre. “Ho voluto un monumento allo spumante italiano” spiega Lunelli “da mettere davanti alla mia cantina. Una fontana di bronzo destinata a durare per sempre, che brillerà al sole d’estate e gelerà d’inverno, con un effetto che al maestro Pomodoro piace moltissimo”.

L’autore e i suoi mecenati si sono trovati alla Fonderia Battaglia di Milano per vedere l’opera appena montata. La famiglia Lunelli non sponsorizza solo Pomodoro. per esempio ha comprato e restaurato la cinquecentesca villa Margon, un capolavoro d’architettura perfettamente inserito nel paesaggio trentino, e qualche anno fa ha indetto un concorso tra artisti pop, sul tema dello spumante. Ne è uscita una collezione privata di una decina di opere.

“Con gli artisti” dice Gino Lunelli “mi piace discutere”. E punzecchia Pomodoro: “Se Lucio Fontana avesse provato a vendermi una delle sue tele con un taglio e basta, povero lui”. E l’artista tenta per l’ennesima volta di convincerlo del valore delle opere di quello che, per lui, è stato un grande amico e un maestro. “Fontana, e soprattutto Brancusi, sono stati fondamentali per la mia formazione come artista. Brancusi ha raggiunto la perfezione delle superfici, a me non è rimasto che scavarle, cercare di vedere cosa c’è dentro i solidi”. Sono nate così le famose sfere, i solido corrosi che mostrano interni ruvidi e ingranaggi come di macchine.

“Ma Centenarium” conclude Pomodoro “appartiene a una fase successiva della mia ricerca, in cui le forme si aprono a occupare liberamente lo spazio, è una spirale aperta in movimento che si avvita su se stessa e quasi spicca il colo”.

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