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Panorama

Storie di vino - In attesa del nettare di coppia, Lodovico e Piero Antinori riuniscono l’azienda e gli esigenti fremono ... Lo sposo manca e per ora bisogna accontentarsi dei paggetti. Lo sposo sul quale l’eccellente macchina di marketing della L&P ha già fatto un gran rumore è il Biserno, vino misterioso già nato, ma non pronto per il battesimo che avverrà alla fine di quest’anno per deliziare (negli auspici dei produttori) palati esigenti fin dall’anno prossimo. Il Biserno nasce a Campo di Sasso (Bibbona, provincia di Livorno, vicino alla più nota Bolgheri) nella nuova tenuta della ritrovata coppia Lodovico e Piero Antinori. I due fratelli, eredi di una casa che fa vino dal ‘300, si divisero vent’anni fa. Si fecero una concorrenza spietata, ma con risultati straordinari per entrambi. Piero si piazzò primo al mondo nella classifica del Wine Spectator del 2000 con il Solaia ’97. Lodovico conquistò lo stesso primato l’anno successivo con l’Orinellaia ’98 e prima di cedere l’azienda fece in tempo a conquistare i mitici cento punti della stessa rivista con il Masseto. Sono vini che hanno fatto storia nell’enologia italiana e internazionale portando la Toscana a sopravanzare il Piemonte in fatto di ricerca e innovazione, come usa dire in campo tecnologico. Da una coppia come questa ci si deve dunque aspettare il meglio. Ma ecco che in attesa dello sposo le persone invitate a metà marzo a festeggiare a Milano la ritrovata armonia, anche imprenditoriale di L. & P hanno dovuto accontentarsi di due paggetti. L’insoglio del Cinghiale (ho assaggiato l’annata 2003) è un giovane già adulto, frutto dell’uvaggio Cabernet Franc - Merlot - Cabernet Sauvignon (quest’ultimo in misura ridotta). Un bel rosso in grado di onorare da solo un pasto anche importante, ma certo adatto a reggere la coda di un Solaia o di un Ornellaia. Il discorso vale a maggior ragione per il Mount Nelson 2004, vendemmiato giusto un anno fa a Marlborough in Nuova Zelanda. Quando mi sono avvicinato alla bottiglia con il cavatappi, ho subito lo shock di un tappo a corona. Il contenuto è piacevole, forte dei suoi tredici gradi e mezzo, ma non esce dall’ordinario. Viva lo sposo dunque. Quando arriverà.

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