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Panorama

Serenata dell’Alto Adige ... Bianchi e rossi firmati Caldaro: alta qualità a piccoli prezzi... Confesso che, nonostante i suoi 101 anni di vita, ho scoperto la Cantina del Caldaro solo attraverso una recensione sui vini dell’Alto Adige del Financial Times.
In quell’estrema area dell’Italia esistono straordinari produttori e Caldano (info@kellereikaltern.com) è certamente nella fascia alta. Mi ha colpito l’eccellente rapporto tra qualità e prezzo. Per correttezza verso il lettore, chiedo ai produttori il prezzo medio in enoteca. Caldaro mi ha trasmesso i prezzi del proprio negozio. Anche aggiungendo un 20 per cento per le enoteche, il rapporto è valido, pure per il vino più caro, il Moscato passito giallo Serenade ‘04 (20 euro) indicato lo scorso anno dal Gambero rosso come miglior vino dolce d’Italia.
Il Serenade ha bisogno di un secondo sorso e poi di un terzo per essere completamente apprezzato. Al primo è un buon vino dolce, poi cresce e diventa una compagnia tentatrice e irresistibile. Gli altri quattro vini che ho assaggiato costano 10 euro a bottiglia e valgono di più. A partire dal singolarissimo Sauvignon blanc 2006: sobrio, elegante, giusto profumo, sapore discreto, seduzione lenta e durevole. Due rossi estivi di grande piacevolezza sono il Lagrein e il Pinot nero del 2005. Il Lagrein già al primo sorso ha morbidezza allegra e femminile.
Come il Pinot nero, assai gradito alle donne. Nonostante i consensi delle guide, mi sembra meno convincente il Cabernet Sauvignon riserva 2004. Questo vitigno deve saltare l’asticella a un punto alto e preciso.
Qui Caldaro fa un po’ fatica. Ma a 10 euro il vino è regalato.

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