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Panorama

La Costiera che fa Furore ... Bianchi e rossi irresistibili della coppia Cuomo-Ferrajoli. Una sera d’estate ero a cena nell’oasi di grande cucina e pace sicura che è il resort Quattro passi di Antonio Mellino a Nerano. Fu servito il Furore bianco Fior d’uva di Marisa Cuomo e Andrea Ferrajoli (www.granfuror.it) e fantasticai intorno a quale mitologico incrocio di mare e di vento avesse partorito a Furore, uno degli orridi più affascinanti della Costiera Amalfitana, quel vino così diverso da tutti, così difficilmente descrivibile, ma seducente come una sirena alla quale non si possa resistere (38-40 euro in enoteca).
Qualche giorno prima al Caruso di Ravello e qualche giorno dopo alla splendida tavola di Gino Pesce all’Acqua pazza di Ponza, assaggiai il Furore bianco della stessa casa e lo trovai solido e profumatissimo: mi fece ripensare, chissà perché, a quegli emigranti di poche parole che fanno fortuna all’estero quando si apprezza in pieno la loro struttura. Questo vino è assai raccomandabile anche per il prezzo che in enoteca non supera i 16 euro.
A 32 euro, che è pur sempre un prezzo importante, troviamo appaiati i due gemelli rossi: il Furore riserva e il Ravello. Il primo ha il Piedirosso e l’Aglianico alla pari e mi pare un filo più nobile, il secondo, dove il Piedirosso supera i due terzi, è un vino ruvido e solenne per accompagnare piatti di una certa struttura. Piacevoli a un prezzo corretto (non oltre i 16 euro) il Ravello bianco di base e il Furore rosso più giovane. Entrambi sono ovviamente più timidi dei fratelli maggiori. In ditta assicurano che l’amore che molti anni fa unì Marisa e Andrea dura tuttora. I risultati, anche in vigna, si vedono.

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