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Panorama

Lambrusco e spumante, bollicine in gara ... La prima volta che mi occupai di un vino di Francesco Bellei fu tre anni fa quando Raffaele Alaimo delle Calandre di Padova, uno dei maggiori chef italiani, mi segnalò il Bellei Brut Rosso 2003, uno champenois ricavato da Lambrusco di Sorbara in purezza. Un vino nato per i salumi, ma secondo Alajmo si può bere come rosso estivo da pesce: piacevole e senza impegno. Su questo ricordo ho scelto la casa di Bomporto per la mostra di alto antiquariato nella vicina Modena. Chi ama un Lambrusco leggero piacevole e molto beverino troverà sotto i 10 euro l’Alcestrale. Christian Bellei che guida la tecnica aziendale anche dopo la vendita della casa a una storica famiglia del vino locale, Cavicchioli, si è buttato sulle bollicine. Terreno apparentemente facile, visto lo strepitoso consumo di spumante in Italia. Ma assai rischioso per il rapporto qualità/prezzo.
Bellei ha fatto bene scegliendo i cloni di Pinot nero e Chardonnay nelle zone dello Champagne e reimpiantandoli sulle colline modenesi. Ma 25 euro sono troppi sia per la Cuvée Speciale sia per il Rosé, sia per il troppo effervescente (al mio ininfluente palato) Blanc de Noirs. Molto meglio il meno costoso Brut di base, assai equilibrato (info@francescobellei.it). In enoteca : Ancestrale euro 9,50; Brut Rosso euro 11; Brut euro 16,50; Cuvée Speciale euro 25; Rosè euro 25; Blanc de Noir euro 25.

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