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Allegrini 2018

Panorama

Morbidi rossi dall’accento toscano ... Sorprendenti come lo fu Galileo i vini pisani del Castello del Terriccio. Dunque assai idonei a onorare in spirito la singolarissima mostra Il cannocchiale e il pennello che
s’apre al Palazzo Blu di Pisa. La terra dev’essere buona da sempre, se da oltre due secoli si cava ogni bendiddio per la tavola lì dove gli etruschi cavavano ferro e rame. Ma è merito di Gian Annibale Rossi di Medelana se tra quel bendiddio è il vino a portare in giro per il mondo il nome dell’azienda. È infatti il mercato internazionale a giustificare il prezzo di un grande Supertuscany come il Lupicaia (85 per cento di Cabernet Sauvignon, il resto Merlot e Petit Verdot): bello, equilibrato, possente. Eppure, il mio cuore va al Castello del Terriccio: sarà per il Syrah, vitigno a me assai caro, presente in questo vino al 50 per cento, dividendosi il resto in parti uguali tra Merlot e Petit Verdot. È un vino di grandissima classe, con una morbidezza temperata dall’accento toscano e il vezzo di elevare a marchio di alta nobiltà il
nome della tenuta, Terriccio, un tempo
dispregiativo. Ineccepibile anche l’altro
rosso di casa, il Tassinaia. Fra i bianchi il
Rondinaia è uno Chardonnay tonico e autorevole, più convincente del Sauvignon blanc Con Vento (info@terriccio.it). In enoteca: Lupicaia 120 euro; Castello del Terriccio 70 euro; Tassinaia 35 euro; Con Vento 20 euro; Rondinaia 18 euro.

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