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Allegrini 2018

Panorama

Storie di vini ... Austero e profumato ... Tullio Zamò ha fondato la prima delle sue tre aziende vinicole nel 1978. Il terremoto del Friuli c’era stato da due anni e Zamò partecipò con le sue vigne al grande sviluppo che quella regione ha avuto anche in altri campi. Le Vigne di Zamò, venute dopo le Vigne del Leon e l’Abbazia di Rosazzo, hanno il loro fiore all’occhiello nel Friulano Vigne Cinquant’anni. L’annata 2009, appena assaggiata, rivela il carattere pieno di questo vino austero e profumato, ma lo addolcisce con un’inconfondibile punta di classe. Un’incollatura più in basso c’è il Ronco delle Acacie di Rosazzo. Questo uvaggio di Chardonnay e Friulano in proporzioni non dichiarate rivela i genitori in tempi diversi. Al primo impatto, la potenza maschile del Friulano, al secondo assaggio si scopre che la seduzione dello Chardonnay ha funzionato. Meno brillante la Malvasia. Tra i rossi il primo posto spetta allo Schioppettino 2006 in purezza. Grandissima dasse, retrogusto persistente e discreto, potrebbe competere con grandi vini francesi. Il posto cadetto è conteso alla pari fra il Merlot in purezza delle Vigne Cinquant’anni e il Ronco dei Roseti, uvaggio di Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Pignolo. Nel Merlot si avverte all’inizio qualche durezza friulana, ma poi il vino si apre nella caratura morbida e intrigante tipica del vitigno. Il Ronco dei Roseti è piacevolmente pastoso e ha un retrogusto meditativo.

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