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Allegrini 2018

Panorama

Storie di vini ... Manlio Collavini è un signore rinascimentale che abita in un castellaccio del Cinquecento e ha rivitalizzato negli ultimi 40 anni il marchio vinicolo di famiglia nato alla fine dell’Ottocento. Il cuore di Collavini Va allo spumante da Ribolla gialla, aperitivo molto piacevole. Ma il vino dell’eccellenza della casa è il Broy, di cui ho assaggiato il 2009 (metà Friulano, il resto Chardonnay e Sauvignon): sapore entusiasmante da pieno d’orchestra, molto estivo. Il Forresco 2006 (Refosco con un po’ di Pignolo) ha la sua parte migliore nel retrogusto. Il sapore è profondo e cresce parecchio tempo dopo l’apertura, raggiungendo una bella pienezza. Buon retrogusto anche per il Merlot dal Pic. Tornando ai bianchi, freschissimo e intrigante, il Pinot grigio Villa di Canlungo ricorda i vecchi tempi in cui questo vino andava molto di moda. Molto piacevole il Blanc fumèt (Sauvignon in purezza). Meno convincente il Friulano, la cui personalità è inferiore all’eccellente profumo.

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