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Panorama

Saranno pure Eleonora ed Elena Charrère ad avere preso le redini dell’azienda di famiglia, ma il carisma di Costantino domina tuttora la produzione vinicola della Valle d’Aosta. “Faccio il vino perché ho deciso di riprendere i valori della valle e della nostra comunità montana” ha detto Costantino a Oscar Farinetti, che è andato a trovarlo per il suo libro sui grandi del vino. Vigne splendide che guardano i ghiacciai e il beneficio che se ne trae ammirando il panorama non è soltanto spirituale: “Qui deve nascere per forza un vino speciale” dice Farinetti. Il vino più premiato dell’azienda resta lo Chardonnay Cuvée Bois di cui ho assaggiato l’annata 2009: profumo deciso e inconfondibile, sapore garbato con un buon retrogusto. Ma lo Chardonnay di base 2011 con il suo intenso profumo e un bel sapore rotondo va segnalato per il buon rapporto tra qualità e prezzo. L’amore di Charrère per la sua terra si vede dalla cura con cui realizza il Fumin, robusto rosso autoctono in purezza dal sapore deciso. Gli altri due rossi da segnalare sono il Syrah 2008, rotondo e garbato, e il Pinot nero 2011, che ho bevuto il giorno dopo l’apertura apprezzandone la morbidezza costante.

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