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UNIONE E COOPERAZIONE

Piemonte Land, con la Doc Pinerolese si chiude il cerchio: una casa comune per tutti i Consorzi

18 Docg e 42 Doc parleranno, sui mercati, con una voce comune, ma nel rispetto delle differenze dei tanti vini del Piemonte
CONSORZI, PIEMONTE LAND, PROMOZIONE, vino, Italia
I vigneti delle Langhe visti da Ceretto

Una casa comune per tutte le denominazioni del Piemonte, così da parlare, nel rispetto delle differenze, con una sola voce sui mercati: si chiude il cerchio di Piemonte Land, apertosi nel 2011, e che adesso mette insieme davvero tutti i Consorzi del vino piemontese, da quello di Barolo e Barbaresco a quello della Barbera d’Asti e del Monferrato, da quello dell’Asti a quello del Gavi, da quello dell’Alta Langa a quello del Roero, cui si aggiunge l’ultimo tassello, quello della Doc Pinerolese, con le sue otto tipologie diverse, incentrate sui vitigni tipici piemontesi (Barbera, Freisa, Dolcetto e Bonarda) e su alcune rarità enologiche come il Ramie ed il Doux d’Henry, per un totale di 18 Docg e 42 Doc, che rappresentano l’85% della produzione vinicola del Piemonte.
Un modello che, in Italia, ha un solo termine di paragone, quello dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini; l’impulso, anche nel caso di Piemonte Land, guidata da Filippo Mobrici, arriva dalla Regione Piemonte, e l’obiettivo è ben chiaro: costruire l’immagine di un grande distretto vitivinicolo, dove le differenze siano legate da una condivisa qualità enologica, investendo ancora di più sulla sinergia tra pubblico e privato, puntando a sviluppare ancora di più sia i mercati esteri che quelli locali, puntando forte sulla crescita dell’enoturismo in un territorio che ne è già ricchissimo. Un tesoro che nasce da oltre 46.700 ettari di vigna e dal lavoro di 15.412 imprese vitivinicole che, solo all’export, muovono un valore di 1 miliardo di euro.
“Da oggi possiamo finalmente sostenere che il vino piemontese è unito e si riconosce sotto la bandiera di Piemonte Land - commenta Filippo Mobrici, presidente di Piemonte Land -</b<. Viene ripagato il lavoro di promozione del nostro territorio sviluppato a livello nazionale che internazionale, specialmente verso i mercati asiatici, nuova frontiera commerciale del vino. Il nostro obiettivo è quello di costruire un’immagine unitaria del Piemonte del vino nel rispetto delle diverse anime che lo compongono. Pur rimanendo libere le Denominazioni di perseguire i loro obiettivi di sviluppo, è indispensabile creare un messaggio di sintesi, che ci consenta di comunicare ai nostri interlocutori internazionali i tratti distintivi del Terroir Piemonte”.

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