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Più che la storia di una maison di Champagne, un secolo di Storia di Francia, vissuto tra acquisizioni clamorose, politica, cultura ed una passione sconfinata per il calcio e per l’Italia: a WineNews, Pierre-Emmaunel Taittinger

Più che la storia di una maison, o di una famiglia di vignaioli dello Champagne, quella di Taittinger è l’epopea di un secolo di Storia, quella con la “S” maiuscola, di Francia. Il capostipite della dinastia, è Pierre-Charles Taittinger, ufficiale pluridecorato durante la Prima Guerra Mondiale, capace di far convivere per decenni le sue due più grandi passioni: la politica, che l’ha visto a lungo in prima linea, prima come deputato, quindi come sindaco del piccolo paese di Saint-Georges-des-Coteaux, e lo Champagne, che vendeva ed esportava già prima dello scoppio della Guerra, che da Parigi, dove viveva, lo portò proprio a due passi da Épernay, a Château de la Marquetterie. È il “turning point”. Nel 1931 “Pierre-Charles Taittinger acquista una delle maison storiche dello Champagne, Forest-Fourneaux, fondata a Reims nel 1734, ed in seguito, non avendo eredi, abbiamo cambiato il nome in Taittinger, che nei successivi ottant’anni è diventato uno dei principali marchi di Champagne al mondo”, racconta a WineNews il presidente Pierre-Emmanuel Taittinger.

Inizia così la storia di Taittinger, che negli anni Trenta, segnati dalla peggiore crisi economica vissuta dall’Europa, investirà ancora in decine di ettari di vigneti.
Una politica portata avanti, dopo la Seconda Guerra Mondiale, dal figlio François, capace di dare alla maison, già forte di 50 ettari vitati ed una produzione di altissima qualità, un respiro internazionale, finalmente con il nome “Taittinger” in etichetta. Accanto a lui, i fratelli Jean, fondamentale nella crescita dimensionale della griffe, e Claude, che ne sviluppò a pieno le potenzialità commerciali in giro per il mondo, portando Taittinger ad essere quello che è oggi, un brand conosciuto ovunque.

Proprio Jean Taittinger, ripercorrendo le orme del padre, rinsalda il rapporto tra la famiglia e la vita politica di Reims, di cui sarà sindaco per ben 18 anni, tra il 1959 ed il 1977, e della Francia, diventando nel 1972, sotto il Governo del Presidente Georges Pompidou, Ministro della Giustizia. Proprio in quegli anni, nel 1976, inizia l’ascesa in azienda del figlio di Jean Taittinger, Pierre-Emmanuel, protagonista nel 2006 del secondo, fondamentale, punto di svolta della storia di Taittinger, quando ricomprò la maison, venduta appena un anno prima insieme a tutti gli altri asset del gruppo agli americani di Starwood Capital, per un investimento monstre, di 850 milioni di dollari, sostenuto da Crédit Agricole, con l’appoggio del padre Jean.

“Oggi - dice Pierre-Emmanuel Taittinger a WineNews - siamo una delle maison con il vigneto più esteso (288 ettari, ndr) di Champagne, ma abbiamo anche un patrimonio storico ragguardevole: il Comtes de Champagne invecchia in cantine di epoca gallo-romana, III secolo, la dimora dei Comtes de Champagne è del XIII secolo, mentre lo Château de la Marquetterie è del XVIII secolo, proprio accanto alla capitale dello Champagne, Epernay. Esportiamo l’80% della nostra produzione - continua Pierre-Emmanuel Taittinger - e siamo una maison nettamente orientata sullo Chardonnay, pur amando sia il Pinot Noir che il Pinot Meunier, perché lo Chardonnay, nello Champagne, è quello che dà la delicatezza, la leggerezza, l’eleganza, e Taittinger oggi è un’azienda che produce Champagne che piacciono molto agli uomini, ma anche alle donne per il suo stile molto elegante”.

In continuità con quel legame profondo che la famiglia Taittinger ha, da sempre, con la società e la cultura francesi, oggi gli Champagne della maison di Reims sono protagonisti di partenariati d’eccellenza, come quello “con l’Opéra di Parigi, di cui siamo lo Champagne ufficiale, ma anche con l’Opéra Garnier e l’Opéra Bastille (sempre a Parigi, ndr)”. Ma c’è un’altra passione, più popolare, che fa parte da sempre di Taittinger, il calcio. “Siamo lo Champagne ufficiale ed esclusivo della Coppa del Mondo e della Fifa, e di questo siamo molto fieri, perché il calcio della Coppa del Mondo è un po’ come le bollicine dei migliori Champagne: i palloni da calcio giocati da Ronaldo, Messi o Mpabbé sono palloni preziosi, come le bollicine dello Champagne, e la Coppa del Mondo è la quintessenza dell’arte del calcio, e spero che Taittinger possa essere la quintessenza dello Champagne, facendo incontrare le bollicine ed il pallone per dei fuochi d’artificio straordinari. Del resto - continua Pierre-Emmanuel Taittinger - a Reims, città di grande tradizione calcistica, abbiamo coniato la definizione di “calcio Champagne”, ai tempi di Kopa, Fontaine, Piantoni e di quell’allenatore straordinario che si chiamava Albert Batteaux, il maestro di tutti i più grandi allenatori di Francia, compreso quello della Coppa del Mondo vinta nel 1998, Aimé Jacquet, di cui è stato discepolo. Il legame tra calcio e Champagne, e tra Taittinger e la Fifa, è qualcosa di cui andiamo particolarmente fieri”.

Ovviamente, negli anni, non è andato certo perduto il rapporto con la città, tutt’altro. “È un legame eccezionale, mio padre Jean Taittinger, quando era sindaco, ha ricostruito questa città, nell’arco di vent’anni, dalle strade agli ospedali, dalle università all’edilizia, dai musei ai parchi: l’80% delle grandi infrastrutture di Reims sono state fatte sotto il suo mandato (così come le straordinarie vetrate che Chagall dipinse per la cattedrale della città, ndr). Inoltre, da Segretario di Stato, ha chiuso gli ultimi tre budget statali in equilibrio della storia di Francia, tra il 1971 ed il 1973, ed è stato anche Ministro della Giustizia di un grande Presidente come Pompidou. Mio padre ha fatto una carriera brillante, è stato un uomo di potere ma anche un grande lavoratore, sia nel mondo politico che in quello degli affari”.

Un brand internazionale, capace di legare il proprio nome alla storia recente di un Paese, così come al mondo della cultura e dell’arte, ma che guarda con grande interesse alla vicina Italia, “Paese della bellezza e della cultura”, come lo chiama il presidente di Taittinger. “Con l’Italia abbiamo da sempre una bella storia d’amore, siamo stati distribuiti per quasi sessant’anni dalla famiglia Pescarmona. Abbiamo cambiato solo recentemente, per sviluppare la distribuzione del marchio Taittinger con un gruppo potente ed allo stesso tempo familiare, passando ad una tappa superiore con la famiglia Illy, che è una famiglia che ha legato il proprio nome alla propria impresa, come noi, e abbiamo pensato che potremmo avere, così, una presenza più importante sul territorio italiano. Abbiamo sentito che era arrivata l’ora di cambiare, per rivitalizzare il marchio, in un Paese davvero importante per me, tanto che mia figlia lo porta nel suo stesso nome: Vitalie. Un vecchio nome francese - conclude Taittinger - con dentro l’Italia, appartenuto anche alla madre ed alla sorella di uno dei più grandi geni che la Francia abbia mai avuto, al pari di Napoleone e De Gaulle: Arthur Rimbaud. All’Italia, del resto, dobbiamo un altro grande genio, Michel Colucci, che in Francia è diventato Coluche, attore e comico eccezionale”.

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