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VINO E TERRITORI

Prosecco Docg, la forza di un distretto. Cresciuto anche nel 2020 del Covid

Il Rapporto Economico 2020: 92,1 milioni di bottiglie per 526 milioni di euro. Crescita in Italia in volume, e all’export in valore

In un 2020 difficilissimo, aver mantenuto i livelli di un 2019, è un piccolo grande miracolo economico. Riuscito a distretto del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Che nonostante la pandemia, è riuscito a recuperare in Italia i volumi persi nel mondo (+2,5%), grazie a gdo (17% in volume e +15% in valore) ed e-commerce (più che triplicato), con un export che però è cresciuto in valore (+2,2%). Con una piccolissima ma significativa crescita nei volumi di produzione sul mercato (92,1 milioni di bottiglie) e nei valori (526,6 milioni di euro alla produzione). A dirlo l’anteprima del rapporto economico della Denominazione per l’anno 2020, curata dal Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia (Cirve) dell’Università degli Studi di Padova, illustrato da Eugenio Pomarici.
Dati che confortano, ha sottolineato il presidente del Consorzio Innocente Nardi, “che non ci devono far pensare che tutto sia semplice e che le difficoltà della pandemia siano superare in pieno, ma che devono dare fiducia. E che ci dicono che la strada giusta è quella delle partnership di alto livello, come quella che abbiamo siglato con Eataly a Londra”. Qui, nello store che ha aperto il 29 aprile, “con l’inaugurazione ufficiale insieme al sindaco della capitale inglese, che sarà nei prossimi giorni”, ha detto l’ad di Eataly, “insieme al Consorzio abbiamo creato una sezione speciale dedicata al territorio, raccontandone le peculiarità, le Rive, e questo serve sono solo a vendere, ma a creare valore, perchè come facciamo da sempre con Eataly, prima di tutto raccontiamo la storia ed il territorio del prodotto, educhiamo il consumatore, prima ancora di vendere il prodotto. E le cose stanno andando benissimo, ci sono state code da subito, penso che lo store di Londra sarà il più importante in assoluto, dopo quelli di Torino e Milano. Qui abbiamo anche la più grande enoteca italiana fuori dall’Italia, con oltre 2.000 etichette che importiamo noi direttamente dall’Italia, e questo ci consente di avere anche selezione migliore, ed una marginalità migliore”. E non è escluso che il format dedicato al Prosecco Docg, se avrà il successo che sembra avere in queste prime battute, sia replicato negli altri Eataly del mondo, e magari in un domani anche con altri territori, ha detto Nicola Farinetti, rispondendo ad una domanda di WineNews.

Intanto, però, le certezze, per il Prosecco Docg, vengono dai numeri. Le vendite complessive della Denominazione, nel 2020, hanno registrato, in volume, una sostanziale parità con lo scorso anno (+0,02%) e un lieve aumento a valore (+0,4%), raggiungendo un nuovo massimo dal suo riconoscimento. Questo nonostante la chiusura forzata di ristoranti ed enoteche, i canali che generano il vero valore del prodotto. Dati che premiano le strategie di controllo dell’offerta e di promozione messe in atto dal Consorzio.
Il vero cambiamento a livello di mercato, sottolinea il report illustrato da Eugenio Pomarici, si registra nei canali di vendita, con una crescita addirittura a tre cifre (pur partendo da numeri assoluti relativamente bassi) dell’e-commerce (+325,8% in volume e +425% in valore, con una quota che nel canale ha raggiunto il 3% del totale) che dimostra la dinamicità delle aziende e la capacità di reagire ai cambiamenti improvvisi dei mercati.
Le aziende hanno, dunque, reagito alle straordinarie circostanze imposte dalla pandemia spostando una parte importante dei volumi sul mercato interno che ha assorbito il 58% dei volumi. Una elevata capacità di interpretazione delle tendenze si è evidenziata nella scelta dei mercati internazionali. A fronte di situazione difficili e di chiusura totale di alcuni mercati rilevanti (emblematico il caso Uk, primo mercato per il Prosecco Docg, diminuito già del 36% in volume e del 25% in valore, ma anche quello degli Usa, giù del 39% in volume e del 41% in valore), le aziende si sono agilmente rivolte ad altri interlocutori aprendo così mercati inediti. In Europa crescita a doppia cifra per Benelux (25,9% a volume e 27,6% a valore), Austria (34,3% a volume e 24,5% a valore) e Scandinavia (+54,4% a volume e 61,7% a valore), bene la conferma della Germania, secondo mercato in assoluto (+2,3% a volume e + 8,5% a valore) e della Svizzera (+8,6% a volume e +14,3% a valore). Oltreoceano corre il Canada con +11,7% a volume e +14,8% a valore, mentre il Giappone con il +224,1% e +243,9% a valore lancia il trend delle bollicine anche in estremo oriente.

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