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ALL’INCANTO

Protagonista assoluto da Wannenes il Brunello di Montalcino Riserva 1888 di Biondi-Santi

La prima annata prodotta a Tenuta Il Greppo, quotata 10.000 euro, è il top dell’asta online, da oggi al 18 maggio, con i classici di Italia e Francia
ASTA, BIONDI SANTI, BRUNELLO DI MONTALCINO, BRUNELLO RISERVA 1888, vino, WANNENES, Italia
Il Brunello di Montalcino Riserva 1888 di Biondi-Santi

La bottiglia più interessante è, senza grossi dubbi, quella del Brunello di Montalcino Riserva 1888 di Biondi-Santi, ossia il primo Brunello prodotto nella storia: dopo l’intuizione creativa di Clemente Santi, che introdusse la fermentazione del Sangiovese Grosso in purezza e l’affinamento nelle botti grandi, suo nipote, Ferruccio Biondi Santi, fu il primo ad etichettare un vino con il nome ufficiale di Brunello di Montalcino. Nel caveau di Tenuta Il Greppo - “La Storica” - ne sono conservate appena due bottiglie, una, invece, custodita per decenni nella cantina privata del ristorante “La Baita” di Roma, quotata tra gli 8.000 ed i 10.000 euro, è protagonista assoluta dell’asta online “Vini Italiani” di Wannenes (il cui reparto Wine & Spirits è seguito da Gelasio Gaetani d’Aragona), da oggi al 17 maggio.

A proposito di grandi classici del vino di Toscana, da segnalare, tra i 203 lotti, ci sono anche due bottiglie di Sassicaia 1985 di Tenuta San Guido (quotate 2-3.000 euro), sei bottiglie di Brunello di Montalcino “Pegasos” 2005 Case Basse di Gianfranco Soldera (1.900-2.200 euro) e sei bottiglie di Ornellaia 1997 (700-900 euro). Dalle Langhe, invece, spiccano le sei bottiglie di Barolo Cannubi S. Lorenzo - Ravera 1999 di Giuseppe Rinaldi (1.200-1.600 euro), cinque bottiglie di Barolo 1968 di Bartolo Mascarello (700-900 euro), sei bottiglie di Barolo Granbussia 1974 di Aldo Conterno (600-800 euro), cinque bottiglie di Barolo Cascina Francia di Giacomo Conterno 2004 e 2005 (600-800 euro) e due bottiglie di Barbaresco Sorì Tildin 1970 e 1971 di Gaja (400-600 euro).

La seconda parte dell’asta di Wannenes, invece, che dura, da oggi al 18 maggio, porta sotto il martello virtuale della casa d’aste il meglio del vino di Francia, tra Bordeaux, Borgogna e Champagne, e i distillati, per un totale di 414 lotti. Da segnalare, immancabile, una bottiglia di Romanée-Conti 1966 di Domaine de la Romanée-Conti, quotata tra i 3.000 ed i 4.000 euro, una bottiglia di Petrus 1967 (1.500-2.000 euro), una bottiglia di Krug Close du Mesnil 1982 (1.000-1.500 euro), sette bottiglie di Dom Pérignon Cuvée Vintage 1976 (550-750 euro), una bottiglia di Echezeaux Grand Cru 1962, Domaine Leroy (500-700 euro), solo per citare i lotti più quotati.

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