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VITICOLTURA SOSTENIBILE

Quali sono le caratteristiche pedologiche dei terreni trentini? Lo svela Cavit in un volume inedito

Cavit e Mach presentano “I suoli dei terreni trentini” in cui per la prima volta vengono pubblicate le caretteristiche zonali del territorio trentino
Il volume “I suoli dei terreni trentini. Dalla zonazione agli strumenti di gestione”

Cavit, in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach ed un team di esperti, ha firmato il volume “I suoli dei terreni trentini. Dalla zonazione agli strumenti di gestione” , in cui per la prima volta viene offerta alla filiera produttiva trentina, uno spaccato tecnico approfondito delle diverse caratteristiche zonali di questo territorio ad alta vocazione vitivinicola: informazioni che sono fondamentali per definire le buone pratiche di gestione dei vigneti. Nelle 406 pagine del volume, a cura degli studiosi Giacomo Sartori e Duilio Porro, coordinati da Andrea Faustini e Erica Candioli, sono descritte le caratteristiche delle diverse tipologie di suoli che compongono l'areale trentino, mappando le diverse zone e studiando le connessioni tra terreni, piante, clima e altitudini. Questo tipo di analisi consente di orientare strategicamente le scelte di produzione, come ad esempio la definizione delle tipologie di vitigni più indicate in funzione di variabili quali le caratteristiche pedologiche dei diversi terreni, la capacità dei suoli di trattenere acqua, l’esposizione solare, il clima più o meno ventilato, l’altitudine e le pendenze.
“Questo grande lavoro ci permette di rendere accessibile alla nostra filiera allargata parte dell’importante know-how che abbiamo sin qui raccolto attraverso PICA, la Piattaforma Integrata Cartografica Agri-vitivinicola - commenta Andrea Faustini, enologo e responsabile scientifico del Team Agronomico Cavit e coordinatore del progetto Pica - . Il ricco volume offre una banca dati molto articolata avvalendosi di parametri geologici e geomorfologici per una lettura capillare del territorio trentino, con ben 178 tipologie di suolo raggruppate in 10 gruppi funzionali in base a caratteristiche morfologiche similari”.
Con 11 cantine sociali del territorio, collegate ad oltre 5.250 viticoltori della provincia, Cavit coltiva il 60% della superficie vitata del Trentino secondo l’approccio della viticoltura di precisione che orienta da 12 anni le strategie del consorzio, pioniere di innovazione con il progetto Pica. Lanciato nel 2010 e in continua evoluzione, Pica rappresenta oggi la più avanzata piattaforma tecnologica in Italia per l’implementazione di una viticoltura intelligente ed eco-sostenibile. In questo innovativo portale sono riuniti e monitorati i diversi suoli che compongono il territorio trentino, fino al dettaglio dei singoli appezzamenti: un archivio di informazioni preziose e in continuo aggiornamento che consente da anni una regia dei vigneti consapevole e informata. Ed è proprio in questo ambizioso progetto che si colloca il volume di Cavit e Fondazione Mach. “Da anni Cavit, grazie agli strumenti e agli studi del progetto Pica, favorisce lo sviluppo sostenibile del nostro territorio, secondo una prospettiva ambientale, sociale ed economica rispettosa delle comunità e del patrimonio paesaggistico - aggiunge Enrico Zanoni, dg Cavit - ed in questo contesto si inserisce questo progetto editoriale e divulgativo che, grazie anche alla collaborazione con Fondazione Mach, fornisce dati scientifici e informazioni preziose per una corretta gestione agriviticola”.

Focus - Il ritratto: Cavit in numeri
Nome di punta del comparto vitivinicolo italiano, Cavit è una realtà esemplare di Consorzio di secondo grado. Situata nel cuore del Trentino, a Ravina di Trento, Cavit riunisce undici cantine sociali trentine, collegate ad oltre 5.250 viticoltori distribuiti su tutto il territorio, dalle quali riceve e seleziona le materie prime prodotte, controllando ogni fase, dalla raccolta, fino alla commercializzazione. Con un’area vitata pari a oltre il 60% dell’intera superficie vitata trentina, Cavit è un esempio unico in Italia di know-how delle più avanzate tecniche di viticoltura e di ricerca enologica di avanguardia. Il Gruppo Cavit si posiziona tra i principali protagonisti del settore in Italia ed eccelle sui mercati internazionali con una quota export che rappresenta il 75% dell’intera produzione. Negli Stati Uniti, in particolare, Cavit è il marchio di vino italiano più diffuso.

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