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VINO E CULTURA

Quando un cantina racconta la biodiversità del territorio: il “Cammino di Khamma”, a Pantelleria

Il progetto della griffe siciliana Donnafugata. Un percorso tra capperi, olivi striscianti e la contemplazione delle piante autoctone dell’Isola

“Camminare è la migliore medicina per l’uomo”, diceva Ippocrate. Ed è un cura anche per l’anima, oltre che un’occasione di contemplare una bellezza unica al mondo, quella di Pantelleria, il “Cammino di Khamma”, un’esperienza pensata per far conoscere e valorizzare la straordinaria biodiversità dell’isola diventata Parco Nazionale nel 2016, voluta da Donnafugata, una delle cantine simbolo della Sicilia e della piccola isola in cui dimora, tra l’altro, la vite coltivata ad alberello pantesco, che patrimonio Unesco.
“Il Cammino di Khamma - ha spiegato, a WineNews, Josè Rallo, che guida Donnafugata, insieme al fratello Antonio Rallo - è un percorso che si fa a piedi, e che, dalla nostra cantina, porta a questo anfiteatro, che noi chiamiamo “Osservatorio di Khamma”, fatto di terrazze strappate alla pendenza del vulcano, e coltivate a Zibibbo. Su questo cammino, però, incontriamo soprattutto la macchia mediterranea, e cioè tutte quelle piante che rendono verde Pantelleria, dal lentisco alla fillirea, dalla ginestra al cappero, ma troviamo anche gli ulivi striscianti, il cisto, e abbiamo voluto mappare tutte queste piante che un tempo avranno avuto anche altri scopi oltre a quello di essere belle e ammirate, con proprietà farmaceutiche, cosmetiche, per raccontare questa biodiversità di Pantelleria, questa unicità. È un percorso che si può fare in 15 minuti, senza troppa fatica. Al termine c’è un belvedere, dal quale si ridiscende e se si vuole si fa la visita e la degustazione in cantina, ma il turista, il “Cammino di Khamma”, può goderlo a prescindere”.
Il “Cammino di Khamma” - ideato con la consulenza dell’agronoma Antonella Ingianni - è arricchito da testi ed illustrazioni che guidano il visitatore alla scoperta delle diverse specie, riportando il loro nome scientifico, le caratteristiche morfologiche, le proprietà e i tradizionali utilizzi. Un’occasione unica per ammirare anche il cappero e secolari ulivi striscianti che, insieme alla vite, rappresentano le principali coltivazioni dell’isola e sono i simboli della sua agricoltura eroica. Un’esperienza che si affianca, tra l’altro, alla visita del Giardino Pantesco (una torre senza tetto che costudisce un albero di arancio secolare) restaurato da Donnafugata, donato al Fai - Fondo Ambiente Italiano.

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