I coreani si bevono uno storico Brunello di Montalcino … Nuovo cambio di proprietà “poliglotta” nella terra del Brunello di Montalcino. La famiglia di origine coreana Lee, con base a Londra, ha concluso l’acquisto della Tenuta di Cerbaia, 12 ettari (di cui 5 a vigneto) nel versante nord della Docg, rilevandola da Fabio Pellegrini, che la deteneva dal 1978. Ad anticipare la notizia è stato il sito winenews.it ma i dettagli sono per il momento riservati. Comunque si tratta di un’operazione di alto valore, dato che un ettaro di Brunello si aggira sul milione di euro. Dopo l’apripista americana Cristina Mariani May, che nel 1978 acquistò il Castello di Banfi, il ventaglio delle proprietà straniere a Montalcino ha allargato i suoi confini in quasi 50 anni, a conferma di un appeal che non passa affatto di moda neanche in una fase complessa per il settore vitivinicolo. Tra i filari di Montalcino si incrociano l’argentino Bulgheroni (Poggio Landi e Podere Brizio), il brasiliano Esteves (Argiano), i francesi di Epi Group di Christopher Descours (Biondi Santi), l’olandese Marcel van Poecke (Poggio Antico), da poco cittadino di Montalcino, e poi svedesi, tedeschi, romeni e canadesi in un collage che si fonde con i piccoli produttori locali e grandi nomi dell’enologia italiana (Gaja, Antinori, Frescobaldi). “Il successo di Montalcino e del suo Brunello - ha commentato il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Giacomo Bartolommei - è ormai da decenni generato da viticoltori locali, importanti imprenditori nazionali e investitori esteri che hanno contribuito in maniera determinante alla crescita globale della nostra denominazione, nel pieno rispetto identitario del territorio e della sua biodiversità. Nessun dubbio che anche la nuova proprietà della storica Tenuta Cerbaia farà lo stesso”. A rimarcare l’importanza dell’acquisizione, per Bartolommei, è il “momento particolarmente complesso del settore: significa che il nostro brand riesce a essere fortemente attrattivo anche di fronte a un quadro congiunturale non facile, sia in chiave di mercato che nelle compravendite”. Intanto il Consorzio rilancia il proprio approccio promozionale fortemente internazionale (circa il 70% del Brunello è destinato all’estero) con un programma 2026 orientato su mercati di sbocco e piazze emergenti. Il 24 febbraio si terrà Benvenuto Brunello New York che darà il via a diverse iniziative negli States nel corso dell’anno; prevista anche una maggior presenza in Cina, con incontri con il trade e seminari di approfondimento nel Dragone. In Europa, la stagione parte con le collettive a Wine Paris (9-11 febbraio 2026), Prowein (15-17 marzo 2026) e Vinitaly (12-15 aprile) per poi approdare a Londra con una masterclass.
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