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LA CURIOSITÀ

Riaprono le cantine. E gli appassionati tornano a caccia di bottiglie nei territori e nelle enoteche

Sondaggio social by WineNews: 8 enonauti su 10 hanno attinto dalla loro scorta, piuttosto che comprare nuove bottiglie di vino
ENOAPPASSIONATI, LOCKDOWN, SONDAGGIO DI WINENEWS, vino, Italia
Riaprono le cantine. E gli appassionati tornano a caccia di bottiglie

Dalla Sicilia al Trentino, dalla Toscana alle Marche, dalla Campania al Veneto, sono tanti i messaggi di riapertura delle cantine d’Italia che ci stanno arrivando in queste ore. Segno di una ripartenza che tra mille incertezze e tanti protocolli di sicurezza da osservare, cerca di spiccare il volo in questi primi giorni di giugno, dopo tre mesi di sostanziale lockdown. Un periodo lungo e difficile in cui gli enoappassionati, però, non hanno rinunciato a portare in tavola qualche buona bottiglia di vino, magari da condividere via social con gli amici. E se i trend generali parlano di una crescita dei consumi soprattutto in gdo e via e-commerce, gli appassionati di vino d’Italia hanno dato anche fondo alle loro cantine. Stappando quella bottiglia lasciata da parte per vedere come invecchia quel vino, o quell’etichetta dimenticata e riscoperta facendo ordine e così via. Attingendo a scorte che, dunque, pian piano, andranno ricostituite, magari acquistando direttamente dai produttori, e tornando a visitare di persona i territori, oppure nelle tante enoteche d’Italia.
Emerge dal sondaggio social di WineNews, lanciato sia su Facebook che su Instagram, che sottolinea come la maggior parte dei nostri followers, pari al 79,8% su Facebook e il 77,5% su Instagram, nel periodo di clausura forzata abbia deciso di dare fondo alla cantina casalinga, piuttosto che andare a comprare nuove bottiglie. Cosa che, comunque, è avvenuta soprattutto on line che in gdo. Con l’e-commerce che, dunque, ad oggi, si conferma un canale più adatto a chi, come gli appassionati, cerca vini di una certa gamma, magari di produttori più piccoli, rispetto ad una distribuzione organizzata rivolta, fino ad oggi, ad un consumo di massa, non meno importante ma diverso.
Nell’attesa che produttori e winelover possano tornare ad incontrasi faccia a faccia, fisicamente, nelle cantine e tra i vigneti del Belpaese, e a distanza, ma nel modo più bello: non davanti allo schermo di un computer, ma con una grande bottiglia di vino stappata al ristorante, dova sapori, profumi e colori si unisco per raccontare l’anima dei territori della viticoltura e della gastronomia del Belpaese.

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