Portare una parte delle cure fuori dagli spazi tradizionali della clinica, in un ambiente nel quale il paziente possa confrontarsi con azioni, stimoli e relazioni più vicini alla vita reale, e dove esercitare movimento, equilibrio, coordinazione, manualità, orientamento e autonomia in attività concrete, in un contesto naturale sicuro e accessibile: nella vigna. È questa la nuova infrastruttura curativa, inaugurata nei giorni scorsi, nel Parco dell’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano, a Torino. “Rivìtere”, per la precisione, è il suo nome: uno spazio accessibile e protetto dedicato alle attività riabilitative all’aperto per pazienti con disabilità neurologiche e malattie oncologiche e croniche, composto da 900 metri quadrati di vigneto e 390 barbatelle di varietà Piwi, uve Sauvignon Rytos e Cabernet Volos fornite dai Vivai Rauscedo, dotato di sensori IoT per il monitoraggio ambientale e strumenti di raccolta dati, finalizzati alla produzione di evidenze scientifiche sul valore delle cure svolte in ambiente naturale, e che è stata inaugurata nei giorni scorsi. A svilupparla la startup Citiculture, la cui “mission” è utilizzare la viticoltura urbana come strumento di rigenerazione ambientale, sociale e culturale (è a loro firma e sempre con Vivai Rauscedo, per esempio, anche il progetto Campus Grapes al Politecnico di Torino), realizzata in collaborazione con l’Associazione San Luigi Gonzaga Onlus e il sostegno di Reale Foundation, Fondazione Crt, Consulta di Torino e Clems Sinistri.
L’obiettivo è integrare i percorsi già disponibili in Ospedale con attività realizzate in un ambiente naturale e vicino alle esperienze della vita quotidiana. La letteratura scientifica internazionale evidenzia, infatti, come le attività riabilitative, nel senso più esteso del termine, svolte all’aperto e a contatto con la natura possano favorire il recupero funzionale, il benessere psicologico e la qualità di vita, contribuendo anche ad una maggiore partecipazione del paziente al percorso di cura. In questa prospettiva, i pazienti potranno accedere al vigneto e partecipare, in relazione alle proprie condizioni e agli obiettivi terapeutici, ad attività legate alla cura e ai ritmi della vite, trasformando lo spazio verde in un ulteriore ambiente di riabilitazione.
“Innovare in sanità significa anche immaginare nuovi modi di prendersi cura delle persone. “Rivìtere” porta dentro l’ospedale un ambiente nel quale gesti semplici e quotidiani come muoversi, prendersi cura di qualcosa, stare con gli altri, diventano parte del percorso di cura - è il messaggio congiunto del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, del vice presidente Maurizio Marrone e dell’assessore alla Sanità, Federico Riboldi - è un’innovazione che mette al centro la persona e la qualità della sua vita, con l’obiettivo di accompagnarla verso una quotidianità più autonoma e ricca e lo fa, in questo caso, attraverso la vigna, una delle eccellenze agricole del nostro territorio di cui è simbolo e patrimonio prezioso”.
“Rivìtere” è composta da sei aree di vigna hi-tech e un’area sensoriale con varietà aromatiche e vegetazione, funzionale alle attività terapeutiche e all’incontro tra pazienti, caregiver e personale sanitario ed è un’iniziativa che si inserisce in un percorso che l’Ospedale San Luigi ha già avviato per integrare gli spazi verdi nell’attività sanitaria, con l’inaugurazione, a sua volta, a maggio 2026, del Giardino Riabilitativo, evoluzione della storica “palestra a cielo aperto”, progettato come vero e proprio setting clinico per il recupero motorio, l’equilibrio, la coordinazione, l’autonomia e il benessere psicologico.
“Con la vigna terapeutica proseguiamo un percorso preciso: utilizzare anche gli spazi esterni dell’ospedale come luoghi nei quali continuare concretamente la cura”, ha spiegato Davide Minniti, dg dell’Azienda Ospedaliera.
Uno spazio pensato anche per favorire l’incontro e la socialità di caregiver e familiari e contribuire a ridurre l’isolamento delle persone più fragili, inserendo il percorso di cura in un ambiente aperto e condiviso. “Il San Luigi ci offre l’opportunità di portare il modello Citiculture in un contesto in cui il valore della persona è centrale - conclude Luca Balbiano, founder e Ceo Citiculture - la vite è, da sempre, un simbolo di rinascita e resilienza e la nuova vigna terapeutica nasce proprio per mettere la natura al servizio del benessere, creando uno spazio che accompagna i percorsi di cura e favorisce incontro, inclusione e qualità della vita. È il risultato di una collaborazione tra competenze e realtà diverse che hanno scelto di condividere una visione comune: costruire luoghi capaci di generare valore per le persone e per la comunità”.
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