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VINO E INVESTIMENTI

Ruffino investe a Bolgheri: acquisiti 15 ettari di vigneti e terreni della denominazione

Nasce una nuova tenuta, che avrà una nuova etichetta dedicata (in commercio dal 2025), e punterà anche sull’accoglienza
BOLGHERI, RUFFINO, vino, Italia
Santro Sartor, alla guida di Ruffino

Le realtà del vino italiano più forti sul mercato e più grandi dimensionalmente, crescono sempre di più, ed investono nei territori più importanti del Belpaese. Come Ruffino, tra i leader del Chianti Classico e del vino di Toscana, ma anche del Prosecco, che ha acquisito 15 ettari di vigneti e terreni nella Doc Bolgheri (dove ormai il vigneto ad ettaro nella denominazione va da 750.000/1 milione di euro, ndr), una delle più quotate e in forma del momento, e con i vini dal maggior valore sul mercato, guardando al prezzo medio.
L’obiettivo, spiega una nota di Ruffino (di proprietà del colosso americano Constellation Brands, ndr), è quello di “produrre i principali vini bolgheresi nella nuova Tenuta, che avrà una propria etichetta, e di realizzare prossimamente una cantina dedicata con relativo centro di ospitalità. L’acquisizione comprende due distinti lotti di terreno per un totale di 15 ettari (di cui 6 ettari già a vigneto, ed altri con diritti di impianto, che diventeranno vigna vera e propria nei prossimi mesi, ndr): 4 ettari sulla via Bolgherese e 11 ettari nell’area “Le Sondraie”.
Questa acquisizione permette a Ruffino di consolidare il proprio presidio nelle zone più prestigiose della Toscana, iniziato da oltre 140 anni, nel segno dei grandi vini rossi toscani, a partire dal Chianti Classico. La prima vendemmia della nuova Tenuta Ruffino a Bolgheri sarà la 2023, con il proposito di avere i primi vini in commercio nel2025”.

“Siamo in un momento storico per Ruffino. Abbiamo la volontà di crescere ulteriormente fino a diventare un assoluto punto di riferimento dei vini toscani di alto prestigio. Impegno esplicitato nella ricerca della qualità senza compromessi, nell’attenzione alla sostenibilità, ambientale e produttiva, nella capacità di innovarsi nel solco della identità toscana. Attitudini che sono orgoglioso di asserire che ci appartengono da sempre”, commenta il presidente e ad Ruffino Sandro Sartor, che continua: “questo investimento è una ulteriore risposta al nostro dogma di produrre vini di eccezionale qualità, senza trascurare l’impegno massimo e assoluto nei confronti dell’ambiente che mostra sempre più le sue fragilità”. Infatti, prendersi cura del territorio e rispettare la sua biodiversità attraverso il ricorso a pratiche sostenibili, sia in vigna che in cantina che in produzione, è altresì essenziale per Ruffino: “entro il 2025 non solo tutti i nostri vigneti saranno certificati biologici ma anche tutta la filiera produttiva sarà certificata sostenibile, inclusi i nuovi vigneti di Bolgheri, attualmente in conversione verso il biologico”.
“Il nostro obiettivo è di esprimere il terroir di Bolgheri con vini strutturati e setosi, preservando altresì la classica eleganza toscana”, chiosa Maurizio Bogoni, direttore delle Tenute Ruffino. “Ci sentiamo custodi del territorio e vogliamo rispettare il complesso ecosistema di cui sono, e siamo, parte. Questa acquisizione è un importante progresso nel viaggio di Ruffino verso la sostenibilità e la viticoltura di qualità”.

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