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EMERGENZA COVID

Salgono i contagi, la stretta del Governo: le linee guida per bar e ristoranti nell’ultimo Dpcm

Unica novità, l’orario di chiusura: le 24 per bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie che fanno servizio al tavolo, le 21 per tutte le altre
BAR, COVID-19, DPCM 13 OTTOBRE 2020, EMERGENZA, RISTORANTI, Non Solo Vino
L'orario dell'aperitivo sui Navigli di Milano al tempo del Coronavirus

Il Covid-19 torna a far paura. Dopo l’estate, con il numero dei contagi in costante calo, gli ospedali tornati alla quasi normalità e le terapie intensive svuotate, la curva di contagi e ricoveri torna a salire in tutta Italia, e il Governo corre ai ripari. Scegliendo, ancora una volta, proprio come in piena emergenza, la decretazione d’urgenza, e quindi il Dpcm. Che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo aver trovato la quadra con Regioni ed enti locali, ha firmato e pubblicato stanotte. Tra le misure adottate, quelle che ci interessano maggiormente riguardano l’attività di bar e ristoranti. Ai quali è dedicato un intero paragrafo dell’articolo 1. In sostanza, l’unica grande novità è nell’orario di chiusura: le ore 24 come limite massimo per bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie che fanno servizio al tavolo, le ore 21 per tutte le altre. Ovviamente, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie in vigore, resta consentita l’attività di consegna a domicilio e di asporto, a patto di non consumare i pasti sul posto o nei paraggi. Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti negli ospedali e negli aeroporti. Attività che, comunque, restano soggette a limitazioni decise dalle Regioni, nel caso in cui il quadro epidemiologico dovesse aggravarsi.
Di grave, intanto, c’è lo stato economico delle attività della ristorazione italiana, che dopo i mesi di chiusura ha dovuto fare i conti con il crollo verticale del turismo internazionale, e con fatturati che mettono in seria difficoltà la tenuta stessa di migliaia di imprese. In questo senso, arriva come una manna dal cielo il bonus di filiera che stanzia 600 milioni di euro a fondo perduto a favore di ristoranti e a agriturismi in difficoltà, per l’acquisto di prodotti di filiere agricole ed alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche Dop e Igp, valorizzando la materia prima del territorio, come previsto dal DL Agosto, che ha incassato ieri il via libera definitivo in Senato.
Come sottolinea la Coldiretti, è un contributo riconosciuto a coloro che abbiano subito un consistente calo del fatturato o dei corrispettivi nei mesi tra marzo e giugno 2020 sullo stesso periodo del 2019. La ristorazione, del resto, è uno dei settori più colpiti dall’emergenza Covid, con un crack da 34 miliardi per l’intero 2020 secondo i dati Ismea, a causa della crisi economica, del crollo del turismo e del drastico ridimensionamento dei consumi fuori casa provocati dall’emergenza Coronavirus. Che ha portato ad un calo dei consumi extradomestici per colazioni, pranzi e cene fuori casa del 40%, con un drammatico effetto negativo a valanga sull’intera filiera agroalimentare per mancati acquisti di cibi e bevande, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dai formaggi ai salumi, dalla frutta alla verdura secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea.
Il Decreto legge agosto, continua la Coldiretti, chiarisce anche che l’esonero Imu per i terreni agricoli spetta anche ai proprietari che siano coadiuvanti familiari del coltivatore diretto (Cd), pensionati Cd e Imprenditori agricoli professionali (Iap) ancora in attività, soci Cd e Iap di società di persone esercenti attività agricola. Si risolvono così migliaia di contenziosi con cui i Comuni ingiustificatamente chiedevano il pagamento del tributo di predetti soggetti. Sostenuto dalla Coldiretti anche lo stanziamento di 20 milioni di euro nel 2020 per interventi di promozione della commercializzazione dei prodotti della quarta gamma in difficoltà per effetto del calo dei consumi, con un crollo degli acquisti che ha raggiunto punte del 30% durante la fase più acuta della pandemia, per attestarsi su una media del 6% nel primo semestre secondo l’Ismea.
Una boccata di ossigeno per aiutare un settore che ha subito un duro colpo dopo essere stato caratterizzato, conclude la Coldiretti, da un crescita ininterrotta negli ultimi decenni con l’81% dei consumatori di ortaggi freschi che compra verdure quarta gamma tra insalate in busta, carote baby ed altro. Da rilevare anche le misure agevolative per sostenere l’avvio di nuove imprese da parte di giovani under 30 e la possibilità di utilizzo delle risorse non impiegate per la riduzione volontaria della produzione di uve per il rafforzamento della misura della decontribuzione previdenziale già prevista anche per il settore vitivinicolo e per il sostegno dei vini Ddp e Igp .

Focus - Il Dpcm del 13 ottobre 2020 sulle attività di bar e ristorazione
Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo e sino alle ore 21 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21 e fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente; restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

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