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SALONE DEL VINO - 40.000 ADDETTI AI LAVORI, OPERATORI E ENOAPPASSIONATI A TORINO. TUTTO OK PER LE CANTINE. NEL 2005, DAL 27 AL 30 OTTOBRE

40.312 visitatori tra operatori, addetti ai lavori ed enappassionati nei quattro giorni del Salone del Vino, chiusa ieri a Torino. Motivi di soddisfazione per i produttori: si è verificata una certa ripresa della domanda e gli operatori sono improntati ad un cauto ottimismo. Tendenza che era stata registrata con puntualità dall'indagine svolta dal Centro Studi Promotor-Osservatorio del Salone del Vino: il sondaggio tra enoteche, grande distribuzione e consumatori ha messo in evidenza come l¹erosione dei consumi si stia arrestando e come è attesa per i prossimi 6 mesi una ripresa della domanda. Testimonianza diretta di questa tendenza è stato il Salone del Vino, che quest'anno ha esplorato il vigneto italia.
Il tema dei vini da vitigni autoctoni è stato centrale e sarà in futuro il must della rassegna torinese che ha conosciuto un importante rilancio: la Regione Piemonte è entrata infatti nella proprietà del Salone del Vino in quota paritaria con Promotor International, con l'intento di fare di Torino la capitale dell'enogastronomia. Il Salone del Vino diventerà biennale e si alternerà con il Salone del Gusto: la prossima edizione sarà a Torino, dal 27 al 30 ottobre 2005 e specializzerà ancora di più sul tema dei vitigni autoctoni.
Del resto sono stati proprio questi vini i più richiesti dai buyers internazionali che hanno partecipato al workshop al quale si erano iscritte ben 220 aziende (più 40 per cento rispetto al 2003) dando vita ad oltre 1500 contatti commerciali con i compratori di paesi esteri a forte propensione di domanda dei vini made in Italy.
Al centro dei convegni ancora il tema dei vitigni autoctoni celebrati nel "Primo Forum", organizzato da Promotor International e Regione Piemonte, con la collaborazione dell'associazione GoWine e Vinum Loci/Gorizia Fiere dedicato a questi vini con la proposta di un accordo tra tutte le Regioni per evitare in futuro che vitigni caratteristici di un determinato territorio vengano esportati in altre province. Approfondimenti sono stati dedicati al marketing del vino e al caso dei tappi: la nuova tendenza è infatti di ridurre l'uso dei tappi di sughero per passare a quelli a vite e quelli in vetro che sono la nouvelle vague del packaging delle bottiglie di qualità. Sul fronte della comunicazione vi è stato un forte interesse dei media per il Salone del Vino, vi è stata la presentazione delle maggiori guide enologiche (un evento con la partecipazione di produttori e personaggi dello show-biz è stata la presentazione della Guida e la premiazione dei vini scelti da Luca Maroni), vi è stato soprattutto l'apprezzamento dei produttori per la nuova spinta d'immagine che il vino ha ricevuto dal Salone del Vino di Torino.
I produttori, da Nord a Sud, hanno infatti unanimemente sottolineato che il Salone del Vino ha consentito di far apprezzare i prodotti, di stringere importanti contatti commerciali e di relazioni, in un contesto professionale. A confermare le indicazioni di un cauto ottimismo stanno le soddisfatte valutazioni di molti espositori. Giudizio largamente positivo è quello che viene dal team Langa In, che raggruppa 18 tra i migliori produttori piemontesi. "E' stato un Salone che è andato al di là di ogni aspettativa ­ commentano Pier Paolo Monti e Giorgio Pelissero ­ Ottimi contatti con enoteche, wine bar e ristoranti sia di casa nostra che delle regioni limitrofe: Val d'Aosta, Liguria e Lombardia. Incontri significativi anche con buyers stranieri". Ornella Venica della cantina Venica & Venica, una delle aziende di punta del Friuli Venezia Giulia, nota con soddisfazione: "Venire a Torino è un'ottima occasione per coltivare i giusti contatti. Ho visto il mio importatore svizzero, ho incontrato ristoratori ed enotecari di tutto il Nord-Ovest, ho avuto la possibilità di far degustare in tranquillità i miei vini sia ai buyers che ai giornalisti italiani e stranieri in un clima di vero apprezzamento del prodotto e sono rimasta molto colpita dal fatto che la ripresa di domanda si percepisce non tanto in rapporto al prezzo basso, quanto piuttosto al prezzo adeguato al valore del vino. Chi ha ben operato sui mercati senza gonfiare i listini e senza tradire la scelta qualitativa secondo me sarà premiato nei prossimi mesi. E il Salone del Vino ne è stata la conferma". Anche da un colosso della produzione enoica di alta qualità come Sai Agricola (Fattoria del Cerro, La Poderina e Colpetrone) viene un giudizio altamente positivo della partecipazione al Salone del Vino: "Ottimi contatti sia dal punto di vista del numero che della qualità. Abbiamo ovviamente avuto molta audience nel mercato del Nord Ovest, ma dobbiamo notare che l'atmosfera rilassata del Salone ha consentito di far apprezzare il valore dei prodotti anche a molti operatori stranieri. E' andata meglio della scorsa edizione". "Decisamente meglio dell'edizione 2003 ­ è questo il giudizio complessivo del Consorzio del Brunello di Montalcino ­ anche perché abbiamo avuto più contatti con ristoratori, wine-bar ed enoteche. Un dato molto positivo ­ afferma Maurizio Botarelli ­ è stata la presenza di qualificati ed importanti importatori e buyers internazionali". E infine Antonio Rallo della cantina siciliana Donnafugata nota che "il rapporto costi benefici della partecipazione al Salone del Vino è ottimo. Abbiamo avuto contatti con oltre 400 clienti soprattutto enoteche e ristoranti del Nord Ovest, un mercato per noi importante e devo dire che il costo contatto sia in termini economici che di tempo è stato bassissimo". Sulla stessa linea d'onda anche i giudizi dell'umbro Marco Caprai, delle toscane Biondi Santi, Castello del Terriccio e Tenuta Col d'Orcia, dei piemontesi Mascarello, Rinaldi e Cappellano, della pugliese Accademia dei Racemi e della veneta Le Vigne di San Pietro.


Il commento della Regione Piemonte
Salone del Vino: moderato ottimismo

Salone del Vino 2004. I risultati avvalorano la decisione della Regione Piemonte di compartecipare nell'organizzazione di questo evento fieristico, che chiude registrando una presenza che supera i 40.000 visitatori, tra cui ben 13.000 nella giornata di apertura dedicata agli enoappassionati che hanno avuto modo di conoscere e di degustare, nella grande Enoteca, ben 400 vini rari e preziosi provenienti da tutte le regioni d'Italia derivanti da 120 vitigni autoctoni.
Il Forum nazionale sugli autoctoni "Vitigni e Vini" è stato uno degli eventi sostenuti dalla Regione Piemonte che hanno caratterizzato l'edizione 2004, a dimostrazione del fatto che sono la forza e la ricchezza della vitivinicoltura italiana e che possono competere sui mercati internazionali.Giudizi complessivamente positivi da parte degli espositori, tra i quali i 350 piemontesi, per le opportunità, i contatti e i contratti realizzati nei quattro giorni del Salone del Vino.Un buon successo anche del ristorante piemontese, con i suoi 120 posti, che ha registrato il tutto esaurito e che ha proposto le specialità regionali derivanti dalle eccellenti produzioni agroalimentari piemontesi accompagnate ai vini doc e docg. Grande afflusso nei convegni, negli incontri, nelle degustazioni guidate, promosse dalla Regione Piemonte, così come quelle organizzate nelle aree della Provincia di Asti, della Provincia e Camera di Commercio di Alessandria, della Provincia e Camera di Commercio di Torino, della Provincia di Biella, di Novara, e di altre istituzioni come la Coldiretti, la Confagricoltura e la Cia.
"Da tutti questi elementi e risultati, a fronte delle difficoltà e contingenze che hanno caratterizzato l'organizzazione 2004, non possiamo - hanno dichiarato il Presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo e l'Assessore all'Agricoltura Ugo Cavallera - che essere moderatamente soddisfatti. Questo dimostra la grande potenzialità di questo Salone del Vino e quindi avvalora la decisione della Regione Piemonte di compartecipare, con la Promotor International, nella organizzazione delle prossime edizioni. Un impegno per radicare e potenziare questo evento fieristico, per farne una sempre più prestigiosa vetrina della vitivinicoltura piemontese e nazionale. Ad esempio un Salone del Vino a cadenza biennale, alternato al Salone del Gusto: due grandi eventi nazionali e internazionali ispirati dalle eccellenti produzioni agroalimentari e vitivinicole che accresce quel ruolo di punta del nostro Piemonte su tali settori".

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