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SALONE DEL VINO - PATTO TRA LE REGIONI PER I VITIGNI AUTOCTONI. E IL SOTTOSEGRETARIO DELFINO ANNUNCIA: "ENTRO NATALE LA RIFORMA DELLA 164 SULLE DOC"

Italia
I vitigni autoctoni al centro delle attenzioni delle regioni

La proposta arriva dalla Regione Friuli Venezia Giulia: "Facciamo un gentlemen agreement, un patto tra Regioni per evitare lo scippo dei vitigni caratterizzanti i territori". Prende forma così l'annunciato "Lodo del Lingotto", che sarà portato al più presto al tavolo della conferenza degli assessori regionali per firmare una "tregua" nel trasferimento di vitigni caratteristici di determinati territori. La legge non consente di tutelare i singoli vitigni ma questo accordo "evitando di etichettare con il nome del vitigno i vini prodotti fuori dall'areale caratteristico" potrebbe esercitare una forma di maggiore tutela, così come ha chiesto la Regione Friuli Venezia Giulia.
A far tornare di attualità la questione è stata la recente adozione da parte della Toscana del Sagrantino, vitigno-bandiera dell'Umbria, ma anche il fatto che in "Puglia si può piantare Refosco dal peduncolo Rosso" e i casi di "imitazione" si moltiplicano indebolendo a parere di molti una delle armi migliori dell'Italia viticola: la specificità delle produzioni.
A fare il punto della situazione, il convegno organizzato dal Salone del Vino che da sempre si caratterizza per la promozione dei vini da vitigno autoctono, proprio su questo tema. Incalzati dal giornalista-gastronauta Davide Paolini hanno discusso della "tutela dei vitigni" nel "Primo Forum sui vini autoctoni", il sottosegretario al ministero per le politiche agricole e forestali onorevole Teresio Delfino, il senatore Tomaso Zanoletti, presidente del Comitato Nazionale Vini, Maurizio Tripani presidente di Vinum Loci (il primo comitato scientifico che si è occupato della valorizzazione degli autoctoni) il presidente di Enoteca d'Italia, Pier Domenico Garrone, l'assessore all'agricoltura della Regione Piemonte, Ugo Cavallera.
Tutti d'accordo sulla necessità di difendere la specificità italiana, e Umberto Benezzoli, direttore generale di Promotor International che organizza il Salone del Vino, si è spinto più avanti: "Facciamo diventare gli autoctoni di punta l'alta moda del vino italiano" sottolineando così la vocazione che il Salone del Vino ha per i vitigni autoctoni. La proposta di Benezzoli è stata raccolta.
"Non v'è dubbio ha notato il senatore Zanoletti che i vitigni autoctoni costituiscono il nostro vero patrimonio. Vanno doppiamente tutelati: con un rafforzamento delle doc, ma anche con un intervento legislativo capace di normare la tutela dei singoli vitigni in rapporto ai territori d'origine". Per Maurizio Tripani si deve parlare sia dei vitigni da enoteca, quelli che hanno successo di mercato, sia dei vitigni da bacheca: quelli minori per produzione che vanno però tutelati come un giacimento culturale. E, agganciandosi a questa peculiarità, Garrone ha affermato che "Enoteca d'Italia, nelle sue azioni di comunicazione e promozione del vino, punta sull¹incoming: sul far venire in Italia gli operatori. Sicuramente i vitigni rari costituiscono un'importante attrattiva". Per l'assessore della Regione Piemonte Cavallera: "Parlare di autoctoni è parlare di Piemonte. Tutta la nostra produzione di qualità è incardinata sugli autoctoni e non c'è dubbio che anche le altre regioni hanno diritto a vedere tutelate le loro specificità".
Un invito che l'onorevole Teresio Delfino ha subito raccolto: "Troveremo un accordo con e tra le regioni, ma non c'è dubbio che noi sui vitigni autoctoni puntiamo molto. Basti pensare al progetto Origine che l'Enoteca d'Italia sta portando avanti per la promozione all¹estero delle nostre produzioni specifiche. Credo ha annunciato l'onorevole Delfino - che già con la riforma della 164 ci sarà un importante segnale di nuova tutela del rapporto vitigno/vino/territorio. La riforma è ormai in dirittura d'arrivo. Dopo due anni di dibattito il ministro Gianni Alemanno è deciso a portare il testo del disegno di legge in Parlamento entro Natale. E assicuro ha concluso l'onorevole Delfino che sulla difesa degli autoctoni né il ministro né io siamo disposti a transigere".
E a conferma che il tema dei vini da vitigno autoctono è ormai centrale nel panorama vitienologico nazionale c'è anche il successo di pubblico (12.775 ingressi) che ieri, nella giornata inaugurale della quarta edizione della manifestazione, ha riscosso la degustazione organizzata per il pubblico dal Salone del Vino, in collaborazione con l'associazione Go Wine. Moltissimi gli enoappassionati che hanno affollato i padiglioni del Lingotto per degustare i migliori vini da vitigno autoctono: oltre 500 etichette. Per un assaggio speciale all'insegna del vero "made in Italy" in bottiglia.

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