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VINO E TERRITORI

Schenk Italian Wineries cresce e investe ancora: acquisita azienda e vigneto bio in Salento

Scelta green per consolidare il successo del marchio Masso Antico. E, intanto, il fatturato cresce del +21% nel semestre 2021 (su 2020)
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Daniele Simoni, Ad di Schenk Italian Wineries

C’è chi crea marchi vinicoli appoggiandosi al successo dei territori, come fanno tanti imbottigliatori di vino, ma c’è anche chi, vista la fortuna del brand, restituisce qualcosa al territorio stesso, investendoci con convinzione. Percorso che ha portato uno dei gruppi più importanti del vino italiano, il gruppo Schenk Italian Wineries (che fa parte del Gruppo Schenk, una delle più grandi aziende vinicole a conduzione familiare in Europa, con 3.500 ettari di vigneto complessivi tra Svizzera, Francia, Italia e Spagna, ed una rete commerciale in Germania, Belgio e Regno Unito), che sulla scia del successo di mercato del marchio Masso Antico a livello internazionale - che copre le più importanti denominazioni pugliesi e si concentra soprattutto sul Primitivo del Salento - ha visto la multinazionale svizzera di proprietà della famiglia Schenk ad iniziare un importante sviluppo agricolo per dare ulteriore consistenza al marchio, continuando nella strada della qualità e della sostenibilità già intraprese con Masso Antico dal 2017. E così è arrivata, di recente, l’acquisizione di un’importante azienda agricola di vigneto biologico in terra di Puglia, nel Salento, il cui obiettivo è quello di consolidare la crescita robusta nel primo semestre 2021.
“Schenk Italian Wineries chiude con numeri da record il primo semestre 2021, con un aumento del giro d’affari del 21% sullo stesso periodo 2020.
Il lockdown del 2020 e il conseguente blocco del settore fuori casa avevano, infatti, provocato un forte rallentamento della domanda di bollicine, ma il ritorno alla piena produzione del comparto spumanti Bacio della Luna, quest’anno ha permesso ai numeri di tornare a crescere. In questo primo semestre anche l’Ebit ha avuto una crescita a doppia cifra, mentre rimane delicato l’andamento della seconda parte dell’anno a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime che sicuramente avrà un impatto significativo sulla redditività. Restiamo comunque molto ottimisti ed è per questo che stiamo continuando a investire in termini di impianti, produzione e comunicazione”,ha spiegato Daniele Simoni, ad Schenk Italian Wineries.
Con l’azienda di Ora (Bolzano) che, con una produzione di 51 milioni di bottiglie e un fatturato consolidato del Gruppo Schenk stimato in 130 milioni di euro, si conferma le realtà vitivinicole più significative e solide d’Italia. Dopo l’ottenimento della certificazione Equalitas nel 2020, “la scelta di acquistare una tenuta a conduzione biologica permette a Schenk Italia Wineries di aggiungere un ulteriore tassello al percorso green delle proprie aziende”, conclude Daniele Simoni. Percorso green che ad oggi prevede il completamento della conversione a biologico di tutti i vigneti dell’azienda Lunadoro a Valiano di Montepulciano, in terra di Nobile, ed il cambio delle linee di produzione in ottica 4.0, investimento che porterà ad un notevole risparmio energetico oltre che ad avere risultati più performanti.
Una storia di investimenti in Italia, quella del Gruppo Schenk, iniziata, nel 1952 a Reggio Emilia, quando è stata fondata la prima cantina del gruppo in Italia. Nel 1960 l’azienda ha trasferito la propria sede a Ora, dove è nata la prima cantina legata al territorio di produzione: questo è stato il primo passo verso il progetto “Italian Wineries”, che ha visto l’azienda, storicamente dedicata alla lavorazione del vino sfuso e all’imbottigliamento, diventare produttore, dapprima con lo sviluppo di marchi “territoriali” grazie a importanti collaborazioni con produttori locali di alto livello nelle regioni italiane più vocate alla coltivazione dell’uva come l’Alto Adige, la Toscana, il Veneto, la Sicilia, il Piemonte, la Puglia e l’Abruzzo; poi, con l’acquisizione delle cantine “Bacio della Luna” a Vidor - Valdobbiadene (Treviso) e “Lunadoro” nerlla terra del Nobile di Montepulciano, una delle perle del Rinascimento in Toscana. E ora l’investimento in terra di Puglia.

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