Di fronte ad un’emergenza silenziosa che sta ridisegnando il futuro delle nuove generazioni, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) lancia un segnale forte e inequivocabile: è tempo di trasformare radicalmente l’alimentazione scolastica. Per la prima volta, l’Oms pubblica linee guida globali che mettono al centro il ruolo del cibo nella crescita, nella salute e nel benessere degli studenti, mentre l’obesità infantile (1 su 10) supera per la prima volta il numero dei bambini sottopeso e il sovrappeso colpisce uno su cinque (391 milioni). Una fotografia allarmante pubblicata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, aggravata dall’influenza pervasiva del marketing di prodotti ricchi di zuccheri, sale e grassi, che continua a modellare le scelte dei più giovani. “Ciò che i bambini mangiano ogni giorno a scuola e gli ambienti che influenzano ciò che mangiano, possono avere un impatto profondo sul loro apprendimento e conseguenze durature sulla loro salute e sul loro benessere”, avverte il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.
In questo quadro, l’Oms sottolinea anche come molti Paesi siano ancora lontani da un livello di tutela adeguato: nonostante 104 Stati abbiano adottato politiche dedicate al cibo sano nelle scuole - secondo un report dell’Oms di ottobre 2025 - solo 48 prevedono restrizioni al marketing di prodotti ricchi di zuccheri, sale o grassi, un elemento critico se si considera l’influenza che la promozione commerciale esercita sulle preferenze alimentari dei più giovani. È per questo che, come afferma Tedros, “garantire un’alimentazione corretta a scuola è fondamentale per prevenire malattie nella vita adulta e favorire la crescita di adulti più sani”.
Le linee guida intendono supportare governi e decisori politici nel creare ambienti alimentari scolastici più sani, così da prevenire malnutrizione, sovrappeso, obesità e malattie non trasmissibili. La scuola è considerata un contesto strategico perché raggiunge la maggior parte dei bambini, contribuisce a ridurre le disuguaglianze nutrizionali e ha la capacità di incidere positivamente su benessere, salute e rendimento scolastico, avverte l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le raccomandazioni si applicano a tutte le scuole, pubbliche e private, dell’infanzia, primaria e secondaria, e si concentrano sugli elementi che modellano l’ambiente alimentare scolastico: la fornitura diretta di cibo tramite mense e programmi di distribuzione di frutta, verdura e latte; l’adozione di standard nutrizionali che stabiliscano quali alimenti e bevande possano essere offerti o venduti all’interno o nei pressi delle strutture scolastiche; e l’utilizzo di interventi di “nudging”, ovvero modifiche del contesto decisionale capaci di orientare in modo non coercitivo scelte alimentari più sane.
Le evidenze mostrano che la fornitura di pasti a scuola aumenta il consumo di frutta e verdura e contribuisce a maggiore equità sociale; che standard nutrizionali chiari e obbligatori migliorano la qualità dei cibi consumati e riducono la presenza di prodotti poco salutari; e che gli interventi di nudging favoriscono scelte più sane, soprattutto quando integrati ad altre misure strutturali. Mancano invece prove dirette sufficienti sull’efficacia, in ambito scolastico, di prezzi agevolati o restrizioni al marketing, aspetti per i quali l’Oms rimanda ad altre linee guida dedicate.
Sulla base di queste evidenze, l’Oms afferma come principio generale che tutti i cibi e le bevande forniti, venduti o consumati a scuola debbano essere sicuri e contribuire a una dieta sana. Formula inoltre tre raccomandazioni principali: una raccomandazione forte per la fornitura di cibo a scuola, una raccomandazione altrettanto forte per l’adozione di standard nutrizionali obbligatori e una raccomandazione condizionata per l’impiego di interventi di nudging, da considerare complementari ma mai sostitutivi delle misure strutturali. Per rendere effettive queste politiche, è essenziale adattarle ai contesti locali in base a cultura alimentare, disponibilità di cibi e risorse, valutando costi, fattibilità e accettabilità da parte di studenti, famiglie e insegnanti.
In conclusione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadisce che non esiste una singola misura capace di garantire un’alimentazione sana a scuola: servono politiche integrate, basate su solide evidenze scientifiche e orientate ai diritti umani, affinché ogni bambino possa avere accesso quotidiano a cibi salutari. L’obiettivo è proteggere la salute degli studenti di oggi e costruire le basi per una popolazione adulta più sana in futuro, traducendo queste linee guida in interventi concreti sostenuti da un impegno globale condiviso.
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