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TRA PASSATO E FUTURO

Sella&Mosca, 120 anni di vino italiano, e di spirito pionieristico dedicato alla Sardegna

Di famiglia in famiglia: la tenuta fondata dall’ingegnere Sella, nipote dello statista Quintino, e dall’avvocato Mosca, oggi di Terra Moretti

Correva l’anno 1899, anno che vide la nascita di imprese che avrebbero avuto un successo secolare. Perchè mentre a Barcellona veniva fondato il Futbol Club Barcelona, ed a Milano nasceva il Milan Football and Cricket Club, ovvero il Milan, ovvero due delle squadre di calcio più amate del mondo e vincenti di sempre, in Sardegna, ad Alghero, due pionieri davano vita ad una delle più importanti e storiche realtà del vino sardo ed italiano, Erminio Sella, nipote dello statista Quintino, e l’avvocato Edgardo Mosca. Due piemontesi, che, con un’opera di bonifica maestosa, che molti inseriscono nei libri di scuola, crearono Sella & Mosca, oggi realtà di 650 ettari di vigneto, di cui 560 in corpo unico, uno dei più grandi appezzamenti d’Europa.
Un’opera per l’epoca avveniristica, messa in piedi negli anni in cui l’Europa del vino usciva devastata dalla fillossera, con l’idea di Sella & Mosca che era quella di trasformare terre acquitrinose e abbandonate, nella località “I Piani”, in uno dei più grandi vivai per la produzione di barbatelle per le nuove viti, con le radici della vite americana e l’apparato aereo della vitis vinifera.

Una tenuta che ha cavalcato la storia del vino italiano e della Sardegna, e che, dal 2016, è sotto l’egida del Gruppo Moretti, tra le realtà più importanti del vino italiano (con cantine come Bellavista e Contadi Castaldi in Franciacorta, e Petra, a Suvereto, in Toscana), dopo essere stata nell’orbita di un altro gruppo leader del beverage italiano, Campari.
Immersa in un incredibile parco botanico circondato da oltre 550 ettari di vigneto, un luogo che non può essere confuso con nessun altro, puntellato da oleandri, pini marittimi, palme ed eucalipti. A queste terre si aggiungono i piccoli appezzamenti della Gallura, nella parte nord orientale dell’isola (15 ettari) e di Giba, nel Sulcis, sulla costa sud occidentale, tra Capo Teulada e la catena montuosa dell’Iglesiente (6 ettari).
Una realtà imprenditoriale che festeggia i suoi 120 anni, ripercorrendo il suo passato ricco di storia, e guardando al futuro.
“Quando siamo arrivati da Sella & Mosca, io e Francesca - spiega Vittorio Moretti, presidente del Gruppo Terra Moretti -siamo rimasti così colpiti da quel vigneto a corpo unico da non poter resistere. Il nostro obiettivo è proprio rafforzare la vigna, fare tornare la cantina a essere quello che è sempre stato nel suo Dna”.
“Come famiglia - spiega Francesca Moretti, ad del Gruppo Terra Moretti Vino - credo ci sia una responsabilità sociale nel promuovere e nel raccontare il territorio. Poi è un circolo virtuoso e ne beneficiamo anche tutti noi”.
Accanto all’impegno enologico, infatti, il Gruppo Terra Moretti, realizza il recupero architettonico e funzionale del vecchio centro aziendale, comprendente anche una piccola chiesa dedicata alla Madonna dell’Uva e articolato in suggestive cantine storiche insieme a padronali abitazioni d’epoca divenute oggi oggetto di attività agrituristica.
Azienda da sempre aperta all’innovazione, dove i grandi vitigni autoctoni della Sardegna convivono con gli internazionali, doppia anima identificata nei due vini icona di Sella&Mosca, il Torbato di Alghero, autoctono quasi sconosciuto e recuperato proprio dalla tenuta, e il Marchese di Villamarina, cabernet sauvignon in purezza.
Un’azienda che ha sempre guardato al futuro e che continua a farlo, nel segno del territorio e delle contaminazioni con le sue eccellenze, dalla cucina (con gli chef scelti per celebrare i 120 anni che rappresentano al meglio la cucina del territorio tra tradizione e creatività, come Christian Andreini, Stefano Deidda, Luigi Pomata e Oliver Piras) al design, come racconta la linea di vini ideata insieme allo stilista sardo Antonio Marras. Non sono tante le cantine, e Sella&Mosca lo è, che mettono insieme, vigna, know how, stile e moda, partendo anche da una storia di amicizia, nata in una festa tra le due Guerre, tra due marinai, un pugile ed un uomo ingiustamente accusato di essere un bandito. Che il genio dello stilista Marras ha fatto diventare una storia non da cantare, ma raccontare nelle etichette delle bottiglie. Una storia di amicizia, di legami autentici, di valori e di territorio.
E, ancora, nel futuro, si investe anche sull’accoglienza, con un nuovo progetto che ruota intorno all’Agriturismo Villamarina, curato da Valentina Moretti, vicepresidente esecutiva della Moretti Costruzioni e direttrice creativa di More, l’anima più innovativa di Moretti, che riassume in poche parole, il senso del progetto complessivo di Terra Moretti per Sella&Mosca: “investire, partendo da ciò che offre la terra, per dare radici al futuro”.
Un futuro che è fatto anche di un altro grande sogno dedicato all’accoglienza di alto livello, altro settore in cui Terra Moretti è “case history” di eccellenza (già con realtà come L’Albereta in Franciacorta e L’Andana in Maremma, ndr): “l’agriturismo è già in essere - spiega a WineNews Francesca Moretti - ma se le condizioni lo consentiranno, ci piacerebbe costruire un hotel di alto livello per dare un contributo in più al turismo di Alghero, che ha già tante belle strutture, ma noi vorremmo investire nel segmento del lusso”. Il progetto già esiste, e porta una firma di assoluto prestigio, quella di Savin Couelle, architetto francese principe della Costa Smeralda, e già firma del celeberrimo Hotel Cala di Volpe di Porto Cervo.
“È un grande amico di nostro padre Vittorio, e ha espresso il desidero di presentare insieme a lui ed a mia sorella Valentina, che è l’architetto di famiglia, il progetto per un hotel vero e proprio da costruire a Sella & Mosca, un progetto che è già sulla carta, che prevede la possibilità di creare trenta camere per un turismo di altissimo livello, speriamo che ci siano tutte le condizioni per realizzarlo”.
Con la storia di Sella & Mosca che si arricchirebbe di un’ennesima impresa capace di aggiungere alla Sardegna un altro gioiello.

BR>Focus - La cucina in Sardegna ... I quattro chef

Christian Andreini, “Al Refettorio” - Alghero. Dopo anni di onorata carriera e l’elaborazione di una personalissima e creativa cucina delle idee grazie alla quale nel 2010 ottiene anche la stella Michelin, sceglie di partire per la Russia, dove pensa di portare la sua cucina innovativa. Li rimane fino al 2017, anno in cui decide di ritornare a casa nella sua Alghero e prendere in mano la cucina di “Al Refettorio”, storico locale nel centro della cittadina sarda.
Stefano Deidda, “Dal Corsaro” - Cagliari. Un globe-trotter della cucina, se pur giovanissimo, ha maturato esperienze significative a Villa Crespi, al Ristorante Sadler, al Martín Berasetegui Restaurante e al Principe di Savoia. Lo troviamo in quella che oggi si può definire la “food street” di Cagliari, visto che in viale Regina Margherita, oltre al ristorante della Famiglia Deidda, c’è anche quello di Luigi Pomata. Tanto talento, passione e famigliarità, ma anche la necessità di trovare una formula coerente e attuale.
Luigi Pomata, “Luigi Pomata” - Cagliari. La storia di Luigi Pomata parte da luoghi e tempi lontani, da una piccola isola ricca di storia, Carloforte, avamposto ligure affacciato alla costa sud occidentale della Sardegna. Un percorso che ha inizio con nonno Luigi, agricoltore, che fa della sua passione, la cucina, un mestiere, e prende in gestione il ristorante dell' Hotel Riviera. Continua con il padre Nicolò, che trasferisce i segreti e la sapienza a Luigi, prendendolo con sé, nel ristorante di famiglia “da Nicolò”.
Oliver Piras “Aga” - San Vito di Cadore. Sardo di nascita, giramondo per vocazione: Oliver Piras è lo chef insieme alla compagna Alessandra Del Favero di Aga a San Vito di Cadore, piccolo ristorante gastronomico che nel 2015 riceve la sua prima Stella Michelin. Giramondo dicevamo; Oliver a 18 anni parte per Strasburgo e solo dopo torna nella sua terra per un’esperienza al S’Apposentu di Roberto Petza. Dopo Belgio, Inghilterra - a Londra da Joël Robuchon - approda infine Da Vittorio a Brusaporto dai Fratelli Cerea. È qui che incontra Alessandra, che dopo due stage altolocati - El Celler de Can Roca e Noma - raggiunge in montagna. Insieme ad Alessandra iniziano l’avventura con Aga nell’hotel di famiglia di lei, e il successo non tarda ad arrivare.

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