Mentre la Nazionale italiana di calcio questa settimana si gioca l’accesso ai Mondiali con il primo match dei play off contro l’Irlanda del Nord (in caso di vittoria, il 26 marzo, servirà poi un’altra partita da conquistare per staccare il “pass”), cresce l’attesa per la Coppa del Mondo 2026 per cui mancano 80 giorni al via. L’11 giugno, infatti, è in calendario la prima partita della massima competizione per nazioni. L’edizione n. 23 dei Mondiali sarà qualcosa di mai visto con tre Paesi ad ospitare le partite (Canada, Messico e Stati Uniti), 48 squadre partecipanti, numero record, per 104 partite in totale. Un evento planetario e che accenderà la passione, l’audience ed i riflettori su quello che è lo sport più popolare al mondo. E dove, ovviamente, anche il wine & food e il beverage in generale avranno un ruolo di spicco, sia a livello di hospitality che di partnership.
Tanti grandi nomi, non a caso, accompagneranno l’evento più atteso dedicato allo sport del calcio: come Taittinger, una delle più prestigiose maison di Champagne, gestita dalla famiglia Taittinger da quasi un secolo e con un legame storico con la città di Reims dove il pallone ha scritto pagine gloriose. Non è la prima volta, infatti, che Taittinger è “Official Champagne” ai Mondiali di Calcio (la collaborazione è iniziata nel 2014), perché, come aveva raccontato nel 2017 a WineNews, lo stesso presidente Pierre-Emmanuel Taittinger, “il calcio della Coppa del Mondo è un po’ come le bollicine dei migliori Champagne: i palloni da calcio giocati da Ronaldo, Messi o Mpabbé sono palloni preziosi, come le bollicine dello Champagne, e la Coppa del Mondo è la quintessenza dell’arte del calcio, e spero che Taittinger possa essere la quintessenza dello Champagne, facendo incontrare le bollicine ed il pallone per dei fuochi d’artificio straordinari. Del resto a Reims, città di grande tradizione calcistica, abbiamo coniato la definizione di “calcio Champagne” ai tempi di Kopa, Fontaine, Piantoni e di quell’allenatore straordinario che si chiamava Albert Batteaux, il maestro di tutti i più grandi allenatori di Francia, compreso quello della Coppa del Mondo vinta nel 1998, Aimé Jacquet, che ne è stato discepolo. Il legame tra calcio e Champagne, e tra Taittinger e la Fifa, è qualcosa di cui andiamo particolarmente fieri”.
Vino, ma non solo, perché per quanto riguarda i grandi player delle bevande, con la birra, c’è anche Ab InBev, storico partner Fifa e “colosso” del settore che produce oltre 500 marchi tra cui i globali Budweiser, Corona Extra, Michelob Ultra, Stella Artois e molti altri “multilocale”. An InBev sarà “Official beer sponsor” per i Mondiali di Calcio 2026. Una vetrina rilevante, visto che, secondo i dati pubblicati dall’American Association of Wine Economists (Aawe), nel 2025 la birra ha rappresentato il 41,8% del mercato degli alcolici negli Stati Uniti.
Tra gli “Official spirits supporter” dei Mondiali c’è, invece, Diageo che “scenderà in campo” con le tequila Casamigos e Don Julio, il whisky scozzese Buchanan’s e Johnnie Walker e la vodka Smirnoff.
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