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TURISMO DEL VINO

Timidamente, ma con ancora più voglia ed emozione, si torna nelle cantine italiane, che riaprono

Protocolli e distanze di sicurezza severi, piccoli gruppi, personal guide, non privano il piacere dell’esperienza. L’enoturismo modello per il settore

Protocolli di sicurezza severi, distanze da mantenere e dispositivi da indossare, piccoli gruppi con prenotazione e visite sempre più personalizzate e su misura, non privano il piacere dell’esperienza, che resta suddivisa tra i vigneti all'aria aperta, i wine tour guidati in cantina e le degustazioni: timidamente, ma con ancora più voglia ed entusiasmo, si torna nelle cantine italiane, che riaprono le porte agli eno-appassionati, vicini e presto anche lontani, lanciano con il “modello enoturismo” un segnale di ripresa e ottimismo a tutto il settore turistico italiano. “Siamo emozionati, dopo quasi tre mesi torniamo ad accogliere i nostri ospiti. Abbiamo studiato un protocollo di sicurezza severo, ma che garantirà il piacere dell’esperienza. Riceveremo piccoli gruppi, non più di 14 persone, e solo su prenotazione; li seguirà il nostro staff, appositamente formato. In ogni ambiente della cantina metteremo a disposizione prodotti igienizzanti, mentre le distanze di sicurezza saranno più che adeguate in tutti i momenti dell’incontro”, spiega Lara Imberti Radici, alla guida di Ronco Calino, aperta in questo weekend appena passato e, simbolicamente, domani per la Festa della Repubblica Italiana, tra i vigneti della Franciacorta sui quali domina la dimora dell’indimenticato Arturo Benedetti Michelangeli, tra i più grandi pianisti del XX secolo. Un simbolo, del saper fare e della creatività tipicamente made in Italy.

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