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DOMANI

Tornare a viaggiare, almeno con il pensiero, nei territori del vino del Belpaese

Lo spunto arriva da “Decanter”, che suggerisce ai wine lover Uk l’Etna e le sue cantine. Un “weekend impossibile”, ma da iniziare quantomeno a sognare
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I vigneti ai piedi dell’Etna

Chiusi in casa, confinati nelle nostre Regioni, limitati negli spostamenti e vincolati a un sistema semaforico per sapere quando possiamo e quando non possiamo andare a mangiare fuori, immaginare a un weekend romantico fuori porta, in uno dei tanti territori del vino che il Belpaese può offrire, spesso a due passi da casa, diventa difficile. Anzi, al momento possiamo dire impossibile, perché, nei fine settimana, bar e ristoranti resteranno chiusi, e non si potrà neanche uscire dal comune di residenza, almeno per un altro mese.
Sognare, però, non costa nulla, e pianificare ancora meno.
Anzi, può essere un buon esercizio per riconnetterci alla normalità e al mondo prima - e dopo - la pandemia. Che, grazie al vaccino, in qualche mese dovremmo riuscire a metterci finalmente alle spalle. Dopo quasi un anno, una bella bicchierata, o boccata, di ottimismo, è esattamente ciò che ci vuole. E ne ha da vendere “Decanter”, il magazine più letto dai wine lover inglesi, che alla pandemia devono sommare gli effetti della Brexit, che allontano inevitabilmente il Paese dal resto d’Europa. E, giocoforza, dai luoghi del vino, perché pur con uno sforzo di fantasia, equiparare il Sussex alla Champagne è esercizio ardito ma poco sensato.
E lo sa bene, appunto, “Decanter”, che, nel numero in edicola in Febbraio 2021, consiglia quattro itinerari, da organizzare bene, magari passato questo momento di incertezza. Non poteva mancare, ovviamente, una destinazione italiana: l’Etna, al fianco della Loira, del Penedès e di Vienna, che vanta il più grande vigneto urbano del mondo. La Sicilia ed il suo vulcano, invece, è consigliata per un weekend lungo, magari dal giovedì alla domenica. Territorio in grande ascesa, gode di una posizione privilegiata sull’isola, vicino a Catania, gioiello del Barocco, e a Taormina. Ovviamente, il focus è tutto sulle aziende, alla scoperta delle declinazioni migliori di Nerello Mascalese, da Tenuta di Fessina a Tenuta delle Terre Nere, da Passopisciaro a Frank Cornelissen, da Alberto Graci a Palmento Costanzo, a Benanti. In mezzo, le chicche gastronomiche della cucina etnea, da Randazzo, Solicchiata e Zafferana Etnea. Più facile a dirsi che a farsi, almeno per ora, ma sognare non costa nulla, programmare e viaggiare col pensiero ancora meno. Aspettando il ritorno ad una nuova normalità.

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