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Tra rosati, bio, piwi e masterclass: ecco il Merano Wine Festival 2018, dal 9 al 13 novembre

Helmuth Köcher: “il nostro compito è quello di scegliere le migliori produzioni, ed oggi di qualità ce n’è tanta in tutta Italia”
HELMUT KOCHER, MERANO WINE FESTIVAL, Italia
Helmuth Köcher, presidente e fondatore del Merano WineFestival

Il Merano Wine Festival che verrà, di scena dal 9 al 13 novembre, prende forma, con qualche novità e tante conferme, per un format cresciuto negli anni e diventato a tutti gli effetti un punto di riferimento per i wine lovers del Belpaese. Merito, come ricorda a WineNews il suo ideatore, Helmuth Köcher, di una “continua ricerca, fin dalla sua prima edizione, della qualità, l’aspetto più importante: oggi, per quanto riguarda il vino, di qualità ce n’è davvero tanta, ed il nostro compito è quello di portare a Merano i migliori produttori”. Uno sforzo che si è tradotto nel coinvolgimento di centinaia di aziende, italiane e non, divise nelle diverse sezioni e nelle diverse giornate. Come da tradizione, si parte con Naturae et Purae - Bio&Dynamica, venerdì 9 novembre, nello spazio della Kurhaus con i vini green di quasi 120 griffe, come Vigneti Le Monde, Speri, Podere Forte, Di Majo Norante, Cupano, Col d’Orcia, Castello di Albola, Avignonesi, Cantina Tollo, Velenosi e Baglio di Pianetto, solo per citarne alcune. La prima novità, in questo senso, è lo spazio dedicato ai Piwi Wines, i vini prodotti da vitigni resistenti, sul mercato, di scena alle Terme Storiche della città, da Baron Longo a Cantina La Vis, passando per Nicola Biasi. “È una risposta al cambiamento climatico - racconta il wine hunter - che stiamo vivendo e che saremo costretti a vivere per i prossimi decenni: c’è un trend che sul mercato si sta facendo vedere, quello dei vitigni Piwi, resistenti alle malattie e che stanno già ottenendo risultati buoni, in Alto Adige come in Sicilia”.
Ad inaugurare ufficialmente l’edizione n. 27 del Merano Wine Festival, la sera del 9 novembre, sarà come sempre la Gala Dinner, nella splendida cornice della Kursaal, che apre simbolicamente il sipario sulla Official Selection: dal 10 novembre, 354 aziende da tutto il Belpaese, capaci di rappresentare al meglio il vertice della produzione nazionale, da Ferrari a Guido Berlucchi, da Ca’ del Bosco a Monterossa, da Ca’ Maiol a Perla del Garda, da Maso Martis a Kettmeir, da Vajra a Fontanafredda, da Giacomo Borgogno a Le Vigne di Zamò, da Pio Cesare a Poderi Luigi Einaudi, da Marchesi di Barolo a Michele Chiarlo, da Terlan a St.Michael Eppan, da Pojer e Sandri a San Leonardo, da Bastianich a Volpe Pasini, da Lis Neris a Vie di Romans, da Schiopetto a Monteverro, da Tenuta Sette Ponti a Castello Banfi, da Dei ad Avignonesi, da Biondi Santi a Barone Ricasoli, da Castello di Fonterutoli a Fèlsina, da Duemani a Fontodi, da Ambrogio e Giovanni Folonari a Marchesi Frescobaldi, da Luce della Vite a Ornellaia, da Castellare di Castellina a Tua Rita, da Salcheto a Umani Ronchi, da Adami a Bisol, da Villa Sandi a Pasqua , da Gini Sandro ad Allegrini (anche con Poggio al Tesoro e San Polo), da Bertani a Fazi Battaglia, da Zenato a Masi Agricola, da Altemasi a Letrari, da Mezzacorona a Feudi San Gregorio, da Mastroberardino a Quintodecimo, da Cantine Rallo a Feudo Principi di Butera, da Baglio di Pianetto a Cottanera, da Donnafugata a Firriato, da Planeta a Tasca d’Almerita, da Farnese Vini a Masciarelli, da Sella&Mosca a Siddùra, da Librandi a Lungarotti, da Arnaldo Caprai a Falesco, da Leone de Castris a Cantine San Marzano.
Ma non finisce qui, perché, aspettando di scoprire gli Award Platinum (qui le 54 etichette in corsa), ci sono anche le “chicche” della Wine Hunter Area e le New Entries, ma anche la selezione Extremis, con produttori eroici come Villa Crespia, Marisa Cuomo o Zymè, e ancora la Wine International, con etichette da Argentina, Austria, Cile, Francia, Georgia, Germania, Istria, Romania, Slovenia, Spagna e Svizzera. E tornano anche i Grands Crus de Bordeaux, con i vini di Domaine de Chevalier, Château La Tour Figeac, Château La Cabanne, Château Gazin, Château Brane - Cantenac, Château Giscours, Château du Tertre, Château Gruaud Larose, Château Langoa Barton, Château Léoville Barton, Château de Fargues, Château Guiraud e Château Lafaurie - Peyraguey. Uno spazio ad hoc avranno invece i vini rosé, “un’evoluzione a cui credo molto, e che voglio lanciare - ha spiegato ancora Köcher - perché è una realtà che rappresenta l’Italia dal Nord al Sud, e per questo faremo un focus che parte dal Garda e arriva fino alla Puglia”.
Da non perdere, dal 10 al 12 novembre, le Charity Wine Masterclass, ospitate all’Hotel Terme, eventi che coniugano la passione e la scoperta nell’ambito del vino, allo scopo benefico di finanziare uno specifico progetto che il Gruppo Missionario di Merano mira a realizzare in Africa. Dalla Verticale di Appius alla degustazione di Amarone Tommasi, dalla verticale di Montepulciano d’Abruzzo di Fattoria La Valentina a “La Sfida dei Vitigni Resistenti alle Malattie: Piwi!”, dai Sangiovese di Montevertine ai vini top di Germania e della Ribera del Duero, in Spagna, dalla degustazione dell’Union des Grands Crus de Bordeaux dell’annata 2015 alla verticale del Furore Bianco Fiorduva Costa d’Amalfi di Marisa Cuomo, dalla verticale di Carmignano di Villa di Capezzana a quella dedicata all’Harlequin di Zymè, passando per l’Arzio di Baron di Pauli e per la verticale di Lupicaia di Castello del Terriccio, e ancora le vecchie annate del Barolo Riserva di Fontanafredda, che festeggia i 160 anni di storia, il Sauternes nella declinazione di Château de Fargues, i 10 anni dei Volcanic Wines tra Soave, Lessini Durello, Capo Verde, Colli Euganei, Vesuvio, Etna e Santorini. Da non mancare anche la degustazione degli Champagne di Bruno Paillard, il percorso degustativo che esplora e approfondisce l’area di produzione vulcanica campana ed il focus sullo Chardonnay di Jackson Family Wines per Tenuta di Arceno, dalla California all’Oregon, fino in Australia. A chiudere la parte enoica del Merano Wine Festival, la Catwalk Champagne, una “sfilata” di 40 aziende e 100 etichette dal terroir delle delle bollicine per antonomasia.
Nonostante il nome, però, a Merano, non ci sarà solo il vino: dall’olio all’aceto, dalla cioccolata alla pasticceria, dai formaggi ai salumi, dal tartufo alla pasta, dal caviale al pane, alla Gourmet Arena, dal 10 al 12 novembre, sono decine le chicche per il palato, nella stessa cornice che ospiterà le selezioni delle birre artigianali, BeerPassion, e delle grappe, AquaVitae, ma anche gli spazi dedicati a Consortium, con le etichette, tra gli altri, di Trentodoc e Conegliano Valdobbiadene, ai prodotti tipici di Territorium Campania e Territorium Fermo-Marche e Abruzzo, a Vino in Vulcano, con i vini da tutti i territori di origine vulcanica del Belpaese, dal Soave al Vulture, dall’Etna a Pantelleria passando per il Vesuvio. E ancora, il premio Xenia -Emergente Sala, che il 9 novembre vedrà sfidarsi 20 tra i migliori giovani professionisti di sala di alberghi, ristoranti, e strutture aperte all’ospitalità del Nord d’Italia, ma anche la Spirits Experience, una nuova area dedicata a distillati, liquori, vermouth e amari, e “The Circle - People Lands Experiences”, uno spazio polivalente esterno nelle immediate vicinanze del Kurhaus, dedicato all’approfondimento e all’esplorazione dei diversi territori italiani attraverso incontri e confronti che mirano a valorizzare le eccellenze enogastronomiche, le competenze, le abilità, i plus delle diverse destinazioni.

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