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IL REPORT

Trentino, calo della produzione, ma grande annata per basi spumante e vini da invecchiamento

È la fotografia scattata dalla Fondazione Edmund Mach sulla vendemmia 2019. Inferiore alle attese (-15%), con punte di eccellenza per i vini rossi
FONDAZIONE MACH, SPUMANTI, VENDEMMIA 2019, Italia
Un vigneto del Trentodoc

Il 2019 sarà ricordato per un calo della produzione di uve del 15%, ma la qualità dei vini ottenuti si mantiene oltre le aspettative, soprattutto per le basi spumante e i vini da invecchiamento. È la fotografia sulla vendemmia e sulla qualità delle produzioni in Trentino scattata dalla Fondazione Edmund Mach, ieri, nella Giornata Tecnica della Vite e del Vino n. 12, dedicata all’andamento stagionale fitosanitario, alla qualità dei vini, alla flavescenza e alla cimice. Secondo il report della Fondazione, è stata una vendemmia con una partenza difficile a causa dei problemi di sanità delle uve per via delle piogge primaverili, ma poi si è risolta positivamente con risultati particolarmente apprezzabili soprattutto per le basi spumante e, più in generale, una buona acidità e freschezza dei vini con punte di eccellenza nei vini rossi medio-tardivi, come il Teroldego e nei vini longevi.
La vendemmia 2019 ha permesso di raccogliere ottime basi spumante con buona acidità, ph sufficientemente bassi e uve mature con un tasso zuccherino adeguato. Per le uve bianche da vino si evidenziano ottime acidità, mentre le gradazioni zuccherine sono state piuttosto deficitarie nelle prime fasi di raccolta, per poi recuperare nel prosieguo della vendemmia. I vini molto più freschi dello scorso anno, presentano profumi varietali e strutture acidiche importanti, che lasciano presupporre una longeva tenuta nel tempo. La vendemmia 2019 delle varietà rosse si è risolta in una buona annata, con qualche deficienza sul piano produttivo. Fermentazioni regolari, che hanno dato origine a vini puliti, con intensi profumi fruttati, strutturati, con ottime acidità fisse e bassi tenori di acidità volatile. Si evidenziano punte di eccellenza nei vini rossi medio-tardivi (Teroldego); nei vigneti dove si è potuto ritardare la vendemmia si sono ottenuti vini molto strutturati, che fanno pensare ad una grande annata di vini longevi.
Dal punto di vista produttivo l’annata 2019 è stata inferiore alle attese (-15% sul 2018), condizionata dagli andamenti climatici di aprile e maggio non favorevoli. Per quanto riguarda la piovosità del 2019 è stata maggiore delle ultime 4 annate e superiore alla media. Dal punto di vista fitosanitario, le preoccupazioni si sono concentrate a fine aprile e a per quanto riguarda la peronospora, ma il fungo è stato meno aggressivo di quanto ci si potesse aspettare per le temperature basse registrate. Al contrario il mese di giugno caldo e asciutto ha favorito lo sviluppo dell’oidio soprattutto nelle zone collinari.

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