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TUTELA DOC E IGP

Tutela di Dop e Igp italiane: l'Associazione Italiana Consorzi chiede più controlli e pene più dure

L'associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche si è riunita a Reggio Emilia per fare il punto sul settore e chiedere di più alle Istituzioni
ITALIAN SOUNDING, Non Solo Vino
Parmigiano Reggiano

295 (vini esclusi) Indicazioni Geografiche, che portano all’Italia una cifra pari a 15 miliardi di euro di valore: il mondo delle Dop e Igp comprende prodotti alimentari amati e invidiati da Paesi di tutto il mondo. Per questo, vanno tutelate di più: questo il grido, che si è alzato al convegno formativo di oggi dell’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche AICIG a Reggio Emilia, nella sede del Consorzio del Parmigiano Reggiano.
Appuntamento strategico che si inserisce nell’attività ordinaria dell’Associazione ma che giunge in un momento politico particolarmente delicato per lo Stato Italiano. Il mondo delle Indicazioni Geografiche si è rivolto proprio alle Istituzioni, chiedendo una stretta sulla violazione delle norme e sulle conseguenze da esse prodotte sia a livello di valore economico sia di impatto sui territori, nonché un sistema sanzionatorio più adeguato ai tempi odierni, capace di dissuadere da comportamenti fraudolenti e dunque lavorando sulla prevenzione delle infrazioni.

L’agroalimentare italiano di qualità ha da sempre scelto di puntare ed investire sul territorio: ciò non si è rivelato un limite, ma anzi una grande opportunità che ha appunto premiato il settore, soprattutto dall’estero. Certificazione, tracciabilità, origine e territorio sono dunque i mantra che i produttori nel corso degli anni hanno cercato di trasmettere anche al consumatore, creando un rapporto diretto di fiducia, anche in materia di sicurezza alimentare.
“Alla politica non chiediamo né sussidi, né contributi. Chiediamo - afferma Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano - strumenti e regole per riuscire a rimanere sul mercato ad un prezzo adeguato al valore del nostro prodotto. Norme più chiare e trasparenti ci permetterebbero di aumentare sensibilmente il nostro mercato. Chiediamo un aiuto concreto, sia in Italia - dove servono sanzioni più rigide per chi non si attiene alle regole - sia all’estero, per combattere l’italian sounding e per definire i dettagli degli Accordi bilaterali in modo adeguato. Occorre lavorare a negoziati che puntino al riconoscimento delle indicazioni geografiche come valore globale dello sviluppo agricolo. Norme in grado - ha concluso Bertinelli - di eliminare le pratiche ingannevoli per il consumatore, in particolare l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evochino l’Italia per pubblicizzare prodotti affatto riconducibili al nostro Paese, la forma più sfacciata di concorrenza sleale e truffa nei confronti dei consumatori nel settore agroalimentare.

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