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VINO E ARTE

Un filo rosso che lega cielo e terra: è “Red Nerve”, scultura site-specific n. 16 a Castello di Ama

Domani, a Gaiole in Chianti, il vernissage dell’opera dell’artista polacco Mirosław Bałka, ultima grande firma di 20 anni di mecenatismo della cantina

Un filo rosso in cantina, un “nervo rosso” che “che crea un’immagine della contingenza e della vulnerabilità della condizione umana”: è “Red Nerve”, scultura site-specific dell’artista polacco Mirosław Bałka, che è l’opera permanente n. 16 che trova dimora a Castello di Ama, tra le cantine più prestigiose del Chianti Classico e pioniera del rapporto tra vino ed arte, che arricchisce così la sua celeberrima collezione, fatta di opere firmate da artisti contemporanei di primissimo piano a livello internazionali, chiamati ad Ama, di anno in anno, dal 1999, dai proprietari Lorenza Sebasti e Marco Pallanti. Al Castello di Ama, Bałka ha sospeso un singolo filo rosso in una vecchia cantina, dal soffitto al pavimento, “un gesto semplice ma radicale che ha profonde implicazioni filosofiche. Un meccanismo di rotazione - spiega la cantina - provoca la contrazione e l’agitazione del filo, investendolo di una presenza viva e sensibilizzando lo spazio intorno. Come suggerisce il titolo, nervo rosso, il filo è una metafora del corpo umano, come una vena o un cordone ombelicale che sostiene un’esistenza fragile e tenue nell’oscurità circostante. C’è anche una dimensione spirituale: il filo che attraversa tutta l’altezza della cantina collega metaforicamente terra e cielo, il regno visibile delle cose concrete e il regno invisibile dello spirito”.
Un’opera, quella dell’artista polacco, la cui arte “affronta trasversalmente l’incubo della storia polacca del XX secolo, dall’invasione e occupazione nazista al regime sovietico del dopoguerra”, spesso realizzata con “materiali umili e non accademici - sapone, cenere, sale, cera e così via - che risuonano di un significato storico e spirituale”, che si aggiunge a quelle firmate, negli anni, fa artisti come Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Giulio Paolini, Kendell Geers, Anish Kapoor, Chen Zhen, Carlos Garaicoa, Nedko Solakov, Cristina Iglesias, Louise Bourgeois, Ilya e Emilia Kabakov, Pascale Marthine Tayou, Hiroshi Sugimoto, Lee Ufan e Roni Horn. Domani, sabato 12 ottobre, a Gaiole in Chianti il vernissage della nuova opera, che arricchirà una delle più importanti collezioni di arte contemporanea, tra i vigneti del Chianti Classico.

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